Trentino: la Trilogis delle meraviglie

Le aziende leader in trentino alto adige

Un export di prodotti manifatturieri e agroalimentari in aumento del 7,3 per cento, contro il +3,2 dell’ultimo dato medio nazionale. Ma anche un turismo che incide sul Pil provinciale per circa l’11 per cento, grazie a grandi attrattive culturali e paesaggistiche, dalle Dolomiti ai laghi. I dati Io dimostrano: il Trentino è una terra dove gli opposti si conciliano. Dove da sempre coop bianche e rosse coesistono in una grande rete. Dove la politica nazionale non deprime la voglia di autonomia della classe dirigente locale. E il nuovo della digitalizzazione e dei poli tecnologici s’intreccia armoniosamente con la tradizione delle colture biologiche e di un territorio rispettato. «A me piace sottolineare che, per noi, la parola autonomia è strettamente legata a un’altra: responsabilità» dice Ugo Rossi, presidente della Provincia autonoma e della Regione Trentino Alto-Adige. «Autonomia qui ha sempre implicato responsabilità, sin da quando il nostro popolo rivendicava l’autogoverno rispetto all’impero austroungarico, cui era annesso. Lo Stato italiano ha riconosciuto la rivendicazione che abbiamo riempito con impegno, solidarietà, attenzione a garantire servizi efficienti e di qualità, coesione sociale, ambiente sano, costante preoccupazione per chi verrà dopo, per i giovani». Letti in traslucido, i dati economici disegnano un quadro roseo, rispetto alla media nazionale. II Pil del Trentino viaggerà quest’anno a +0,8 per cento, un decimale di punto meglio dell’Italia: sembra poco, ma di questi tempi non lo è. L’industria manifatturiera che esporta vive una fase molto positiva, con alcuni settori trainanti: macchinari, chimica, bevande, tessile, automezzi. L’occupazione non brilla in assoluto ma nel confronto con il Paese si: è al 64,6 per cento contro una media del 55,5. La disoccupazione è a un tasso dell’8,1, ancora gestibile, e quella giovanile, più alta (27,1) è comunque 15 punti meglio della media italiana. Resta forte la vocazione imprenditoriale del territorio, che conta 51.106 imprese, solo 207 meno che nel 2013. E sono tante quelle eccellenti e innovative.

La geolocalizzazione di Trilogis

Per dare un’idea del potenziale espresso dalla Trilogis di Rovereto basta l’elenco dei suoi partner: Nasa, Nokia, Fao, Oracle. Tutti entusiasti dei software di geolocalizzazione complessa messi a punto dai tre soci Gianni Rangoni, Nicola Giuliani e Massimo Barozzi a partire dal 2006 e costantemente aggiornati, migliorati fino alla pignoleria, modellati con cura sartoriale sulle esigenze dei committenti. «Tecnologie come il 3D, il wi-fi e i droni hanno trasformato il “geotagging” in un prodotto che può sem-plificare la vita di quasi ogni business» spiega Gianni Rangoni. Qualche esempio tra gli ultimi messi in campo da Trilogis, che ha raggiunto un fattturato 2014 vicino al milione e punta a quadruplicarlo in tre anni? C’è i-Locate, che riesce a mappare spazi di strutture come ospedali e case di cura, permettendvIl’infermiere di trovare la carrozzella o la flebo più vicina, o al paziente di alzarsi e andare in bagno guidato dalle luci che si accendono automaticamente. C’è il programma donato alle Nazioni Unite che, incrociando i dati su calore e vegetazione in arrivo dai satelliti con le serie storiche dei movimenti delle locuste, ha consentito di abbattere del 60 per cento le devastazioni in Africa e Asia. «Altre applicazioni riguardano la domotica, la diagnostica a distanza, i percorsi all’interno dei musei, la mobilità, la sicurezza alle frontiere: le possibilità di business sono più di quante la farnasia non consenta».

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