Sentirsi nuovi, che male c’è?

Un paio di corna? E che sarà mai. È capitato a tutti, almeno una volta nella vita, di indossare i panni del traditore e del tradito. Per dirla in altri termini, siamo tutti traditori cornuti. L’importante è rimanere fedeli a se stessi. Nell’antica Roma l’imperatore Augusto confinò a Ventotene l’adorata figlia Giulia accusata di adulterio; se ne dolse, ma non aveve scelta. Oggi, nei confronti del peccatuccio più antico del mondo ci attenderemmo una tolleranza ben maggiore in ossequio, anzitutto, al dovere di rispettare la privacy altrui per veder rispettata la propria. Invece un rigurgito di moralismo hacker innesca la criminalizzazione dell’adulterio. E dire che un numero sterminato di coppie felici e contente convive con quello che è un segreto e tale deve rimanere. Guai a confessarlo all’altro: l’adulterio riguarda esclusivamente chi lo commette. Perciò la rinuncia alla pretesa di afferrare la presunta verità dell’altro è un elisir di lunga durata in ogni relazione sentimentale. Lasciate stare, non sfruculiate, astenetevi dall’indagare ogni anfratto dell’esistenza altrui: non ne guadagnerete alcunché. Il tradimento – che poi tale non è se serve a restare fedeli a se stessi – non riguarda il partner ma soltanto voi. L’anelito di leggerezza, la voglia di fibrillare come accade soltanto nella primavera di un rapporto sono bisogni legittimi del vostro io, il solo a cui avete l’obbligo di restare fedele. È un discorso egoistico? Certo che lo è, ma nessuna storia d’amore sopravvive senza una sana dose di egoismo reciproco. La frustrazione di un io inappagato, monco, soffocato nelle sue naturali aspirazioni è destinata a seppellire qualunque rapporto a due. Un amore rispettoso della privacy altrui, senza nevrosi di possesso, mette al riparo da sfoghi violenti e delitti cosiddetti «passionali». Accresce gli scambi tra le persone rendendo le società più prospere e vitali. Talvolta rende meno doloroso un eventuale distacco. In ogni caso ci consente di abbracciare la vita sentendoci a proprio agio nel nostro io senza sensi di colpa se un incontro inatteso riesce a solleticarci come non accadeva da tempo. Sentirsi «nuovi» per qualcuno, in fondo che male c’è.
Sono 37 milioni gli iscritti al sito Ashley Mason. Le donne, a differenza di quanto emerso in un primo momento anche a causa di profili falsi, sarebbero soltanto poche migliaia di milioni.

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