Quando il sesso diventa social

Quando il sesso diventa social

Quando il sesso diventa social

Cresce sempre di più il numero di ragazzi e ragazze che decidono di immortalare con una videocamera un rapporto sessuale per poi divulgare il video sui principali sodai network, quali Facebook e Instagram o su YouTube. Un dato agghiacciante se si pensa che gran parte degli autori di questi filmati spesso sono minorenni e agiscono quasi sempre senza l’esplicito consenso del senso di intimità che funziona non soltanto nella tenerezza, ma anche nel pudore in una funzione dell’immagine ideale di sé  si frantuma l’immagine ideale di sé, il nostro corpo diventa soltanto un carnaio di segni per l’esibizione, per la seduzione, per il consenso sociale. Il desiderio di mostrarsi forti e al di sopra di tutti fa sì che non si considerino i rischi che una violazione della privacy come questa comporta a livello sociale, ma soprattutto personale. Il corpo  può diventare qualsiasi cosa: merce di scambio, merce di vendita e merce di esibizione.

Questo comporta un uso improprio di esso all’interno di una società improntata sul narcisismo; un’esibizione del proprio aspetto corporeo alla ricerca del consenso. La mania di pubblicare filmati hard in rete sembra riguardare – contrariamente alle aspettative – entrambi i sessi, anche se alla base si celano motivazioni profondamente diverse. In entrambi casi  si ricerca l’accettazione sociale. I ragazzi sono soliti farlo principalmente per esibire dei rapporti, mentre le ragazze per l’esibizione del proprio corpo. Simili considerazioni sono tutt’altro che confortanti e sollevano molti interrogativi relativi alla dimensione familiare di soggetti di questo tipo. Non sempre si tratta di persone che a conoscenza e analizzare, cercando di guardare avanti, il controtransfert, ovvero la reazione del ragazzo/a in questione.

Tale scenario desta molte preoccupazioni in quanto non si tratta di casi isolati, bensì di episodi che si ripetono con una frequenza regolare. L’errore non viene riconosciuto e talvolta si utilizzano questi “documenti riservati” come strumenti di vendetta nei confronti di un partner che ha chiuso una storia in malo modo. Tale attitudine riguarda principalmente le persone più adulte che non sono affatto immuni dalla divulgazione di video hard in rete; le motivazioni alla base sono diverse da quelle che spingono gli adolescenti a compiere lo stesso gesto: persone che dovrebbero essere emotivamente più mature, ma evidentemente non lo sono al punto da utilizzare la rete per queste finalità non soltanto per piccole vendette nei confronti di qualcuno, ma anche per usi impropri dell’immagine del proprio corpo.

vivono gravi disagi all’interno delle mura domestiche e probabilmente, la causa di simili comportamenti va ricercata nella mancanza di dialogo tra genitori e figli che ha indotto questi ultimi a crescere da soli e ad esser vittime di falsi miti, come quello secondo cui sia necessario trasformare un momento intimo. in uno spettacolo pubblico per ottenere il consenso sociale. La prima cosa da fare è chiedersi come mai si sia arrivati a questo livello di non conoscenza reciproca, per poi affrontare la questione serenamente senza nascondere che se ne è venuti
Una mania che ha contagiato diverse generazioni e che non sembra in grado – almeno per il momento – di arrestarsi. La questione si aggrava quando a finire in rete sono persone inconsapevoli vittime del voyeurismo o della noia di qualcun altro che non ha saputo rispettare la sacralità di un momento personale. Un duro colpo per la dignità di un individuo privato della sua intimità e costretto a dover condividere le sue emozioni con una platea di sconosciuti. Storie di vita quotidiana che fanno riflettere e che costringono a interrogarsi sul significato reale di rispetto e moralità, anche se sembra che per alcune persone non sarà affatto facile rispondere.

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