Problemi all’udito: dove possono essere localizzati

problemi dell'udito: come risolverli?

L’organo responsabile della percezione dei suoni provenienti dall’ambiente è l’orecchio. Questo è formato da aree visibili dall’esterno, e da aree che sono meno visibili. Nello specifico, la zona facilmente visibile è composta da padiglione e canale auricolare, che hanno lo scopo di concentrare il suono e incanalarlo verso altre aree.

Più in profondità vi è una membrana molto delicata, denominata membrana timpanica: la sua vibrazione provoca la percezione del suono, che viene poi trasmesso alle aree più interne dell’orecchio, grazie a tre ossicini e alla tromba di Eustachio. Infine, il suono viene trasmesso al nervo uditivo, e quindi trasportato al cervello che lo traduce.
Comprendere la struttura dell’orecchio è fondamentale per capire quali sono le cause dei disturbi uditivi più comuni.

Molto spesso, infatti, la limitata percezione del suono è semplicemente causata da un’otturazione del canale uditivo, che non riesce più a trasmettere le onde sonore, a causa di cerume o altri elementi; la presenza di dolore e di una limitata capacità uditiva, invece, può essere causata da una foratura del timpano, che può causare anche la fuoriuscita di sangue. Quando invece i problemi uditivi sono legati a danneggiamenti degli elementi più interni, come nel caso del nervo uditivo, il danno può risultare irreparabile.

Un disturbo uditivo molto comune: l’ipoacusia

Per ipoacusia si intende la difficoltà nel udire, in modo totale o parziale, un particolare suono. Il disturbo può essere sia limitato a un solo orecchio che esteso a entrambi, e nel caso in cui interessi entrambi gli organi, può anche essere più invasivo in uno piuttosto che nell’altro. Altri sintomi, oltre l’impossibilità di percepire i suoni, possono essere scarso equilibrio, vertigini e mal di testa.

Le cause di ipoacusia possono essere le più disparate. Prima tra tutte vi è certamente l’invecchiamento: con l’avanzare dell’età, infatti, si ha una progressiva perdita di udito, dovuta alla perdita di elasticità del timpano, oppure dal danneggiamento naturale del nervo uditivo. A questa condizione si può porre rimedio acquistando un apparecchio acustico che ha lo scopo di amplificare il suono e renderlo percepibile.

Tuttavia, l’ipoacusia può essere causata anche da condizioni che impediscono fisicamente il trasporto del suono all’orecchio interno: in questo caso si parla dunque di sordità di conduzione. Tale condizione può essere causato dall’accumulo di cerume, di acqua o di altri agenti (spesso si tratta di piccoli insetti) i quali devono essere asportati immediatamente per non incorrere in infezioni che potrebbero peggiorare la situazione in modo irreversibile.

Non è da sottovalutare l’esposizione a suoni troppo forti: in generale, quando essi superano i 75 decibel possono mettere a serio rischio l’udito, e sono più pericolosi se il tempo di esposizione è maggiore. Ciò che i suoni forti possono causare è la perforazione del timpano (che non può superare certi valori di elasticità) nonché l’irrigidimento degli ossicini interni. In questo caso è opportuno rivolgersi a uno specialista, che può consigliare un intervento chirurgico oppure dei giorni di riposo (per favorire, ad esempio, la cicatrizzazione spontanea del timpano).

L’iperacusia: l’udito troppo sensibile

Vi sono non pochi individui in tutto il mondo che soffrono di iperacusia. Questa condizione si manifesta con una sensibilità accentuata ai suoni più disparati che, in condizioni normali, non risultano fastidiosi. L’iperacusia si distingue nei vari individui sia per la gamma di suoni che risultano fastidiosi, sia per la loro intensità. Nei casi più estremi può risultare addirittura invalidante, in quanto anche i suoni a bassa intensità possono creare fastidio, causando addirittura attacchi di panico.

Le cause genetiche di questa sindrome non sono ancora conosciute, ma sono attualmente in sperimentazione delle cure che sembrano dare dei risultati soddisfacenti. È il caso, ad esempio, della cosiddetta terapia del suono: questa terapia prevede che l’individuo sensibile venga esposto in modo progressivo al suono che reca fastidio, in modo da “abituare” il sistema uditivo alla sua percezione.
Secondo alcune teorie, infine, per ridurre l’iperacusia è possibile riccorere a dei metodi che limitano lo stress.

Qualunque sia il problema che si sospetta di avere, è molto importante la diagnosi precoce e la prevenzione. A questo scopo potete prenotare una visita di controllo nel centro InfoUdito più vicino a casa vostra.

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