Lifting “da vampiro”

lifting del vampiro

lifting del vampiroL’immaginario collettivo è continuamente alimentato dall’idea della possibilità di contrastare l’invecchiamento con il sangue di vampiro. Inoltre, molti libri e serie televisive famose, come Twilight, hanno incentivato la filosofia del “vivere” per sempre giovani. Anche il settore dell’estetica ha sposato questa politica commercializzando trattamenti estetici, come “riempitivo di vampiro” o “lifting da vampiro”.

Come si può immaginare, per riempire le rughe, le guance vuote e i solchi naso-labiali (NLF) sono usati filler dermici iniettabili, mediante i quali possono verificarsi l’insorgere di alcuni effetti negativi transitori di agenti temporanei e reazioni di corpi estranei, come formazione di granuloma o infezioni croniche. Altre tipologie di filler, invece, si basano sulla risposta fibrotica del tessuto ospite per produrre un aumento del volume, utilizzando materiali sintetici non biologici.

Le conseguenze del PRP (plasma ricco di piastrine)

All’interno dei granuli di piastrine sono contenute molteplici proteine che aumentano il processo di guarigione. Queste proteine includono il fattore di crescita trasformante (TGF) -b (compresi gli isomeri di b1 e b2), il fattore piastrinico 4 (PF4), l’interleuchina (IL) -1, il fattore di angiogenesi derivato dalle piastrine (PDAF), il fattore di crescita dell’endotelio vascolare (VEGF), fattore di crescita epidermico (EGF), fattore di crescita endoteliale derivato dalle piastrine (PDEGF), fattore di crescita delle cellule epiteliali (ECGF), fattore di crescita insulino-simile (IGF), osteocalcina, osteonectina, fibrinogeno, vitronectina, fi bronettina e trombospondina (TSP) molte proteine ​​secrete dalle piastrine attivate influenzano molti aspetti della guarigione delle ferite. Il PRP è stato in grado di aumentare l’espressione di collagene di tipo I, MMP-1 e mRNA nei fibroblasti dermici.

Matrice fibrosa

I test clinici eseguiti attraverso l’uso di PRP sono stati equivoci, forse a causa dei fattori di crescita, come TGF-b e PDGF, rilasciati immediatamente dalle piastrine PRP in determinati giorni (3, 7, 14). Oltre alle piastrine e alle loro sostanze, la ferita ha bisogno della presenza di una matrice di fibrina che ne aumenta la consegna dei fattori di crescita. La fibrina, infatti, media l’adesione di fibroblasti e altre cellule alla zona danneggiata. Inoltre, il fattore di crescita dei fibroblasti di base (bFGF) ha un buon legame specifico per la fibrina e il fibrinogeno.

Sono molteplici i fattori che rendono il PRFM un prodotto migliore rispetto del PRP per l’uso in chirurgia plastica del viso. Il PRP rilascia i fattori di crescita nel primo giorno. Il PRFM, invece, ha un’azione più lenta e graduale, producendo concentrazioni sostenute di fattori di crescita durante il periodo più importante della guarigione della ferita.

La preparazione

Il sangue periferico del paziente viene prelevato e raccolto in una provetta contenente un gel separatore tissotropico. Questa provetta viene fatta centrifugare per circa 6 minuti a 1100 g per la produzione di una sospensione plasmatica/piastrinica che, successivamente, viene trasferita in una seconda provetta contenente cloruro di calcio utile per la polimerizzazione della fibrina. Questo processo di polimerizzazione dura circa 10-12 minuti dopo il quale la matrice di fibrina ricca di piastrine potrà essere iniettata con l’utilizzo di un ago da 30 gauge.

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