Le origini della comunicazione

Le origini della comunicazione

Le origini della comunicazione

La persona umana è un essere comunicante, così come è un essere pensante e sociale. La comunicazione, pertanto, non va considerata soltanto come un mezzo e uno strumento, bensì come un aspetto costitutivo del soggetto. Egli non sceglie se essere o meno comunicante, ma può scegliere se e in che modo comunicare. In quanto tale, la comunicazione implica tre dimensioni inscindibili: quella cognitiva, quella relazionale e quella espressiva (o creativa).

Con la prima si pone in evidenza che la comunicazione è in stretta connessione con il pensiero, con l’intenzionalità e con l’azione pianificata (o intelligente).

Con la seconda si sottolinea che la comunicazione prevede, in maniera intrinseca e per sua natura, l’interazione con qualcun altro e il contatto sociale; di conseguenza, essa alimenta e sostiene i giochi relazionali fra gli individui. Con la terza si pone una stretta connessione fra comunicazione ed espressioni artistiche, come la poesia, la musica o la pittura. Data questa sua complessità, la comunicazione umana presenta una rilevante articolazione a livello sia filogenetico sia ontogenetico.

Quando hanno imparato a comunicare gli uomini?

Sul piano della evoluzione della specie umana, gli esseri umani hanno imparato a comunicare assai prima di parlare. Al pari di altri primati non umani, essi avevano a loro disposizione un sistema efficiente e complesso di comunicazione non verbale che consentiva la vita sociale in gruppo (dalla caccia alla difesa). Solo attorno a 150.000 anni fa, in concomitanza con la comparsa dell’Homo sapiens in Africa, è sorto il linguaggio, le cui Origini costituiscono tutt’oggi una sfida scientifica. Nessuna ipotesi finora elaborata appare soddisfacente. Con il linguaggio la specie umana è diventata una specie simbolica, poiché il linguaggio consente d’inventare, usare e manipolare simboli, ossia rappresentazioni in grado di «raffigurare» situazioni percettive della realtà anche in assenza dei corrispettivi stimoli sensoriali. Sul piano ontogenetico dello sviluppo individuale, fin dalle prime settimane di vita il neonato elabora con l’adulto di riferimento precisi e importanti processi comunicativi preverbali che riguardano l’allattamento e le altre routine quotidiane.

Attraverso tali “cessi sì raggiunge la costruzione e la condivisione di significati e l’attribuzione di senso agli eventi da parte di entrambi i protagonisti. Nella trama quotidiana degli scambi comunicativi preverbali l’adulto «presenta» il mondo al bambino; inoltre, sono attivati la sequenza temporale, le prime manifestazioni di referenza, le forme semplici di predicazione, l’inferenza delle intenzioni comunicative, nonché la regolazione dei turni. Queste precoci Requisizioni cognitive, che si fondano sul rapporto inter personale e sull’interazione adulto-bambino, pongono in Scienza ‘ dipendenza intrinseca fra pensiero e linguaggio. Il linguaggio è il mezzo che consente di congiungere il pensiero al bisogno di comunicarlo a guaina altro. È l’esperienza di esprimere le proprie idee (conoscenze, desideri, emozioni ecc.) a qualcuno diverso da sé. Ogni linguaggio perfeziona (ossia, conduce a compimento) un pensiero: non vi è prima un pensiero e poi un linguaggio che lo esprime, bensì pensiero e linguaggio si articolano is snodo reciproco. Esiste quindi una relazione intrinseca fra realtà pensabile e realtà comunicabile. Comunicazione, pensiero e linguaggio sono funzioni distinte ma interdipendenti dell’evoluzione della specie umana a livello filogenetico e ontogenetico. Nonostante la sua grande rilevanza, l’indagine scientifica sulla comunicazione (umana e animale) è un’acquisizione assai recente nelle scienze umane, poiché le prime ricerche risalgono alla fine degli anni Quaranta, In realtà, lo studio della comunicazione è stato reso possibile dall’introduzione del concetto di informazione, intesa non come notizia come conoscenza, bensì come differenza fra due o più elementi o dati. La nozione d’informazione come differenza è alla base dell’informatica e della cibernetica. Infatti, in queste discipline e nelle tecnologie che di esse si fondano (computer, nuovi media), qualsiasi informazione digitalizzata ed è trasformata in una sequenza di 0 e 1. In psicologia ha favorito la creazione di nuovi modelli teorici, come il cognitivismo, connusionismo e l’intelligenza artificiale, l’orientamento sistemico psicoterapia, nonché le teorie della comunicazione virtuale. Il concetto d’informazione subentra a quello di energia che aveva caratterizzato l’Ottocento e che era stato alla base degli sviluppi della chimica e della tecnologa del motore a scoppio sottesa alla rivoluzione industriale e alle sue applicazioni.

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