Le alternative all’addolcitore d’acqua domestico

Uno dei problemi domestici più diffusi e comuni è senza dubbio il calcare, ovvero la formazione di quelle incrostazioni sedimentarie, che si sviluppa più o meno rapidamente in ambienti in cui l’acqua contiene alti livelli alcalini o di carbonato di calcio. Si presenta come una patina biancastra, un alone che si inspessisce fino a formare incrostazioni anche molto resistenti che si depositano su piastrelle, sanitari, rubinetterie, ed anche all’interno di tubazioni, resistenze e serpentine, praticamente ovunque ci sia un flusso d’acqua.

Alla lunga, tali incrostazioni portano non solo a perdere brillantezza, con un danno puramente, estetico, ma anche e soprattutto a ostruire le tubature e a limitare l’efficienza degli elettrodomestici ad acqua, con gravi problemi per il circuito idrico domestico.

Per eliminare il calcare esistente ed impedirne la formazione di altro, esistono dispositivi risolutivi, più o meno complessi, e più o meno onerosi: uno dei sistemi più incisivi è senza dubbio l’addolcitore, uno strumento che agisce attraverso un procedimento chimico. Vediamo insieme come funziona:

l’apparecchio sfrutta la capacità che hanno speciali resine di catturare nell’acqua gli ioni positivi di calcio e magnesio, scambiandoli con quelli del sodio, poiché le incrostazioni calcaree nascono dalla precipitazione dei sali incrostanti che costituiscono la durezza dell’acqua. Tale procedimento comporta un progressivo esaurimento del potere di scambio delle resine, e ciò rende necessaria la rigenerazione con continui rabbocchi di sale. Questo genera nell’acqua alte concentrazioni di cloruro di sodio, non particolarmente salutari, specie per il consumo per bambini ed anziani.

Inoltre, l’addolcitore, che ha un costo piuttosto elevato, prevede l’installazione mediante opere idrauliche che devono essere svolte da professionisti e dunque, oltre ad avere alti costi di gestione, non è di facile ed immediata applicazione.

L’alternativa più valida è un sistema che può essere considerato un rimedio naturale, altrettanto efficiente e che non utilizza elementi chimici: stiamo parlando dell’anticalcare elettronico professionale. In questo caso, le modifiche idriche avvengono attraverso un campo elettronico oscillante, un impulso ad alta frequenza nel flusso dell’acqua. Tramite questo dispositivo, la forma delle molecole si trasforma, favorendo l’agglomerazione degli ioni di calcio e magnesio (responsabili della formazione delle incrostazioni), in cristalli inerti ed insolubili. La variazione pertanto impedisce al calcare di aderire e di depositarsi sulle superfici, contribuendo anche all’eliminazione degli accumuli esistenti.

Si tratta di un piccolo apparecchio, un condizionatore elettronico non nocivo, che può essere installato anche senza l’ausilio di un idraulico e che non rilascia alcuna sostanza nell’acqua, rispettando l’ambiente. Il sistema riduce la corrosione interna delle tubazioni fino al 65%, generando un campo elettronico che inibisce la formazione della corrosione. Non solo: in questo modo, anche alghe e batteri, tramite gli impulsi del dispositivo, vengono caricati elettricamente, assorbendo acqua purissima al loro interno, e determinando così, tramite pressione osmotica, la loro esplosione, e dunque la distruzione.

L’anticalcare elettronico, poi, oltre che essere una soluzione estremamente efficiente, è anche in assoluto la più economica: basti pensare che ha un consumo molto ridotto, 1,2 W di potenza, che equivalgono a circa 5 € all’anno! Può essere montato senza tagli su tubi di qualsiasi materiale, dal ferro al rame, dall’acciaio al PVC, anche su elementi composti da materiali diversi.

Add Comment

Required fields are marked *. Your email address will not be published.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.