Le acque oligominerali

acqua oligominerale

Le acque oligominerali (con residuo secco inferiore a grammi 0,2 per mille) hanno un bassissimo contenuto in sostanze minerali. Infatti sono date da soluzioni diluitissime di elettroliti (cationi di sodio, calcio, magnesio, anioni di cloro, zolfo, ecc.) e tracce infinitesimali di metalli (ferro, cobalto, cromo, bario, rame, ecc.): sono per lo piú lievemente radioattive e fredde. L’azione biologica predominante delle acque oligominerali è quella diuretica. Si è a lungo creduto di dovere riportare l’azione diuretica alla ipotonia delle acque oligominerali (pressione osmotica con valori inferiori a quelli del siero di sangue). Ulteriori indagini sperimentali hanno dimostrato che l’azione delle acque oligominerali si verifica attraverso piú complessi meccanismi. Tra i fattori in causa sono da ricordare: particolare tropismo delle acque minerali per il rene; stimolazione di fattori enzimatici; radioattività, lieve ma presente in quasi tutte le oligominerali; altri fattori stimolanti la funzionalità dei reni. Il facile assorbimento delle acque oligominerali, con rapido passaggio in circolo, crea le condizioni atte a stimolare gli scambi osmotici tra tessuti e liquidi circolanti. Si ha cosí una piú rapida e completa eliminazione dei prodotti di rifiuto accumulati nei tessuti, che vengono prontamente veicolati ai reni e qui eliminati.

Sono soprattutto i prodotti del metabolismo delle sostanze azotate e puriniche (urea ed acido urico) ad essere smaltiti, evitando che il loro accumulo causi ben note e gravi condizioni morbose, quali calcolosi e gotta. Ne deriva che l’indicazione terapeutica piú importante delle acque oligominerali è data dalla diatesi urica nelle sue diverse manifestazioni cliniche. La cura è invece controindicata nella glomerulonefrite acuta, nella tubercolosi renale, nelle gravi nefrosclerosi e nelle cardiopatie con segni anche iniziali di scompenso. L’impiego è prevalentemente per bibita; inizialmente la dose è di un litro; l’acqua va bevuta fredda al mattino a digiuno, lentamente. Si aumenta poi progressivamente, sino a raggiungere i 5-6 litri consumati lentamente nel volgere di una intera mattinata. La durata della cura è di dodici giorni. Il bagno termale con acqua oligominerale ha un benefico effetto sulla cute, portando a rigonfiamento e desquamazione degli strati cornei piú superficiali ed attivandone cosí la funzione emuntoria, tanto da sensibilmente alleviare il lavoro dei reni.

Acque mediominerali

Da un punto di vista clinicoterapeutico è stata messa in discussione l’opportunità di mantenere separato lo studio di queste acque Come detto le acque mediominerali hanno residuo secco tra 0,2 e l grammo per mille. Le acque con residuo secco vicino a grammi 0,2 per mille hanno azione biologica, indicazioni e controindicazioni del tutto analoghe a quelle oligominerali, mentre come ci si avvicina a valori di un grammo, azione, classificazione ed indicazioni, sono quelle delle acque minerali.

Acque minerali propriamente dette

Sono distinte in sei sottogruppi principali: salse o clorurato sodiche, sulfuree, arsenicalifei ruginose, carboniche o acidule semplici, bicarbonate e solfate. Le acque salse, in rapporto alla diversa composizione si distinguono in due sottogruppi: le salse propriamente dette, le salsoiodiche e salsobromoiodiche. Le salse propriamente dette sono quelle con mineralizzatore principale dato da cloruro di sodio. In Italia, le più note e più attive fonti di acque salse propriamente dette sono quelle di Montecatini. La loro azione biologica è soprattutto legata all’elevata pressione osmotica, sostenuta dall’alta concentrazione di cloruro di sodio. Ricerche sperimentali hanno dimostrato che le acque di Montecatini hanno una piú spiccata attività biologica rispetto ad acque potabili portate ad eguali valori di concentrazione di cloruro di sodio mediante aggiunta di sale da cucina. Ciò depone per una fisiologicità dell’acqua minerale naturale. L’effetto terapeutico si avvera per azione eccitante sulla mucosa e sulla muscolatura liscia del tubo digerente, per stimolazione del sistema reticoloendoteliale a livello epatico, per aumento del metabolismo basale. L’azione eccitante sulla mucosa gastroenterica composta aumento delle secrezioni, sia gastriche (in particolare della secrezione cloridrica) sia intestinali. Nell’intestino, per osmosi, l’ipertonia delle acque salse richiama acqua dalle cellule epiteliali delle mucose, cosí, in concorso all’aumentata secrezione, si ha nel lume intestinale aumento del contenuto idrico a facilitare il passaggio e l’evacuazione delle feci.

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