La misurazione della soglia: di cosa si tratta?

Che cos'è la misurazione della soglia?

Kant, fra gli altri, aveva sostenuto che la psicologia empirica non poteva essere realizzata, poiché non era possibile procedere alla misurazione dell’attività psichica. Uno dei primi obiettivi della psicologia sperimentale fu appunto quello di dimostrare che questa operazione di misura poteva essere eseguita quanto meno nell’ambito delle sensazioni. Al riguardo, furono messi a punto tre diversi metodi psicofisici di misurazione. Il termine «psicofisico» significa che con tali metodi si studia la relazione sistematica fra due variabili: da una parte la sensazione (di ordine soggettivo) e dall’altra la stimolazione (di ordine fisico).

Come si misura la soglia psicologica?

  • Metodo dei limiti. In questo procedimento per l’accertamento della soglia assoluta, al soggetto sono presentate ripetutamente diverse serie di stimoli. Alcune partono da valori infraliminari e hanno un ordine ascendente nell’intensità degli stimoli fino a quando si raggiunge un livello d’intensità idoneo per suscitare in lui la sensazione corrispondente. Altre iniziano con stimoli e hanno un ordine discendente finché si giunge allo stimolo che non produce più nel soggetto la relativa sensazione. Le due serie di stimoli sono combinate in maniera casuale fra loro. II valore di soglia assoluta corrisponde allo stimolo che è stato avvertito dal soggetto nel 50% dei casi. Questo metodo non è esente da errori. Fra di essi si può menzionare l’errore della direzione della serie (o errore di abitudine): i valori di soglia tendono a essere diversi a seconda che si inizi con una serie ascendente o discendente. Nel primo caso i valori liminari sono inferiori rispetto a quelli ottenuti con le serie discendenti per un fenomeno d’inerzia e di abitudine psicologica.
  • Metodo dell’aggiustamento. In questo procedimento si richiede al soggetto di «aggiustare» (da qui il nome del metodo) in modo continuo attraverso una manopola o un cursore il livello d’intensità di uno stimolo finché esso sia in grado di suscitare ín lui una Sposta. Si parte da stimoli infraliminari (o sovraliminari) in modo simile al metodo dei limiti. In questo caso, però, è il soggetto a variare e a regolare con i movimenti della mano l’intensità degli stimoli.
  • Metodo degli stimoli costanti. Al fine di ottenere misurazioni più stabili e coerenti, nel metodo degli stimoli costanti viene presentato al soggetto, in ordine casuale e per diverse volte, un certo numero di stimoli che hanno differenti intensità, alcune sovraliminari, altre infraliminari. Ogni volta il soggetto è invitato a riferire se ha avvertito o no una sensazione. Lo stimolo che ottiene il 50% delle risposte corrisponde al valore di soglia. La misurazione della soglia differenziale comporta dei metodi analoghi. Tuttavia, per la determinazione della soglia differenziale si presenta in ogni prova una coppia di stimoli d’intensità differenti: lo stimolo standard tenuto costante e lo stimolo di confronto che invece varia di volta in volta). Il soggetto è invitato a riferire se è in grado di avvertire una differenza fra i due stimoli («questo suono è più forte di quello di prima?»). In alcuni casi le differenze non sono colte dal soggetto; in altri casi sono evidenti e accentuate; in altri casi ancora le differenze sono talvolta captate e talvolta no. In queseultima situazione abbiamo la determinazione della soglia differenziale, quando le differenze fra due stimoli sono avvertite nel 50% delle prove. In questo tipo di procedimento possono insorgere degli errori sistematici, quali l’errore del campione (lo stimolo standard tende spesso a essere sovrastimato rispetto allo stimolo di confronto) e l’errore di posizione (se gli stimoli sono disposti nello spazio in posizioni diverse, a destra e a sinistra, o l’uno sopra l’altro, si può verificare la sovrastima dello stimolo che occupa una determinata posizione). Con l’applicazione di questi metodi psicofisici la psicologia tradizionale è stata in grado di misurare la sensibilità umana nelle sue diverse forme (vista, udito, tatto, sensibilità dolorifica, olfatto, gusto ecc.) attraverso l’elaborazione di un numero molto elevato d’indici. In tal modo fu possibile delineare la mappa delle capacità sensoriali dell’essere umano.

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