In & Out
Cooperativa Casa del Giovane con sede legale in via Folla di Sotto, 19 a Pavia è lo strumento giuridico di cui si avvale la Comunità Casa del Giovane, attiva in Lombardia da più di 30 anni attraverso l'organizzazione di alcuni centri di accoglienza e di proposte educative. L'oggetto sociale della Cooperativa è il seguente:
“La Cooperativa Sociale Casa del Giovane ha per scopo quello di perseguire l'interesse generale della comunità alla promozione umana e all'integrazione sociale dei cittadini. A tale scopo la cooperativa si prefigge:
1 di favorire un rapporto di fraternità e di servizio tra i responsabili della comunità e gli operatori, capaci di coinvolgere tutti coloro che hanno maturato una scelta di fede vissuta e di servizio cristiano ‘alla pari’ con i giovani impegnati in comunità a recuperare i valori veri umani e cristiani;
2 di realizzare forme concrete di responsabilità sociale per tutti coloro che si trovano in posizione di disagio, mediante la prestazione di servizi a livello culturale e professionale, per mezzo di scuole e laboratori d lavoro.”
L’Associazione per lo Studio e la Promozione delle Risorse Umane (A.S.P.R.U.) nasce a Milano nell'aprile del 1993. Ha la propria sede operativa nel Centro Risvegli in via Ventura 4, in uno spazio di circa 1000 mq. A.S.P.R.U. Risvegli Onlus, organismo senza scopo di lucro, dal 1999 è stata costituita e si avvale di collaboratori che, da anni, lavorano nell’ambito delle arti, della prevenzione e della cura del disagio esistenziale e psicologico. I soci e gli operatori dell’Associazione sono medici, psicologi, educatori, animatori, terapisti della riabilitazione in psichiatria, arteterapisti, danzaterapisti e musicoterapisti, regolarmente iscritti alle associazioni di categoria professionale.
È iscritta al registro regionale dell’associazionismo familiare e al registro provinciale delle associazioni di promozione sociale. È titolare della Scuola di Danzaterapia Maria Fux.
Fondazione Don Enzo Boschetti – Comunità Casa del Giovane Onlus con sede in via Lomonaco 43 a Pavia è stata fondata dalla Coop. Soc. Casa del Giovane a.r.l. e dalla Piccola Opera S. Giuseppe con lo scopo di dare unità all’insieme complesso della Casa del Giovane, ed è pertanto in grado di proporre una serie di strutture e risorse che mirano a integrare i servizi socio-assistenziali tradizionalmente offerti contribuendo a rinnovare e diffondere la filosofia e lo stile della comunità.
di richiedere e ottenere dall’ente gestore del servizio ogni informazione che lo riguarda; di proporre osservazioni, suggerimenti, e di esprimere valutazioni del servizio ricevuto. Per gli aspetti di relazione con l’utente, l’ente gestore garantisce l’identificabilità del personale e individua i responsabili della struttura.
L’ente gestore persegue l’obiettivo del continuo miglioramento dell’efficienza e dell’efficacia del servizio, adottando le soluzioni metodologiche, tecnologiche, organizzative e procedurali più funzionali.
L’ente gestore pone la massima attenzione alla chiarezza e comprensibilità del linguaggio utilizzato nei rapporti con l’utenza.
Lo stile che i servizi di Cooperativa Casa del Giovane, Fondazione Don Enzo Boschetti e A.S.P.R.U. Risvegli intendono utilizzare è quello della prossimità, ai problemi e alle persone. Essere prossimi è un modo particolare di essere vicini, è un modo di concepire l’azione di affiancamento ed al contempo è il modo di interpretare la relazione. La prossimità è un modo di condurre un processo evolutivo con gli altri, un modo per percorrere insieme una strada.
La politica seguita dagli enti sopra citati mira a progettare, realizzare e gestire servizi che migliorino la qualità della vita delle persone in situazione di bisogno, disagio e svantaggio sociale e, contemporaneamente, contribuiscano al miglioramento del contesto sociale.
Attraverso i propri servizi, intendono proporre una rete sociale di interventi per promuovere una cultura della solidarietà e della valorizzazione delle differenze, secondo i principi di sussidiarietà, cooperazione, efficacia, efficienza ed economicità.
Le linee guida attraverso le quali intendiamo raggiungere questi obiettivi si possono sintetizzare in:
> Il termine resilienza deriva dal verbo latino resilio (da re e salio) che significa rimbalzare ma anche, in senso figurato, non essere toccati da qualcosa (di negativo). Partendo da questi significati, il termine è stato dapprima utilizzato in fisica per denotare la proprietà di un materiale di resistere a stress, ossia a sollecitazioni e urti, riprendendo l’usuale forma o posizione. Rappresenta, quindi, l’indice di resistenza dei materiali e il valore della resilienza dipenderebbe dal tipo di materiale e dalle sue caratteristiche, dalla presenza di precedenti lesioni che abbiano danneggiato la struttura e dalla temperatura. Inoltre, la resilienza diminuisce in funzione del diminuire della temperatura o a seguito di precedenti lesioni che abbiano intaccato l’integrità del corpo. Attualmente la parola resilienza viene utilizzata in diverse discipline, fra cui, oltre la fisica, l’ingegneria, l’economia, la sociologia e la psicologia. Sebbene non sempre i concetti derivanti dalla fisica si possano applicare direttamente al comportamento umano, l’interesse per il fenomeno della resilienza per le scienze umane e della salute è fin troppo evidente. Questo interesse è molto recente e, nelle ultime tre decadi, ha alimentato una serie di studi teorici e produzioni scientifiche rilevanti. Uno degli autori più rappresentativi in ambito scientifico è sicuramente Rutter (1985) che definisce la resilienza come “the ability to bounce back or cope succesfully despite substantial adversity”, e cioè la “capacità di rimbalzare” o “far fronte alle avversità”. La resilienza può essere vista quindi come la capacità di uscire forti e pieni di risorse dalle avversità. È un processo attivo di resistenza, di autoriparazione e di crescita in risposta alle crisi e alle difficoltà della vita, quindi non implica semplicemente il resistere ad eventi negativi, ma implica anche la ricostruzione di un percorso di vita. Questo punto di vista mette in crisi l’idea, diffusa in certe culture, secondo cui non è pensabile che un trauma grave o precoce possa risolversi mai, e che le esperienze negative – prima o poi – determinano l’evenienza di un danno per le persone coinvolte e che le persone (es., un bambino nato in una famiglia problematica) siano per questo “condannate” (Walsh, 2008).
La resilienza presuppone quindi che vi sia un antecedente e un conseguente (Walker e Avant, 2005). L’antecedente è rappresentato dalla situazione di avversità, di crisi significativa o trauma. Nel loro modello sulla resilienza, Richardson, Neiger, Jensen e Kumpfer (1990) suggeriscono che gli individui, reagendo a eventi della vita distruttivi – come appunto le avversità – scelgono, consciamente o inconsciamente, di “reinserirsi” e “reintegrarsi” e cioè di reagire costruttivamente a questi eventi. Per questo utilizzano e apprendono a sfruttare le loro qualità resilienti al fine di raggiungere una riorganizzazione sul piano emotivo, cognitivo e comportamentale (Richardson, 2002). Le conseguenze, invece, rappresentano il risultato (out come) di tale riorganizzazione, e cioè l’adattamento positivo all’ambiente. In poche parole, un individuo che ha imparato a rispondere in modo resiliente, dovrebbe nel corso della propria esistenza riuscire bene o eccellere in diversi ambiti o domini della propria esistenza e/o professione (Tolan, 1996). Questo aspetto è fondamentale per comprendere il concetto di conseguente, anche se, per alcuni autori invece, sarebbe necessario che un individuo riesca bene in un solo ambito (saliente per la persona) e presenti performance nella media in altri ambiti o domini della propria esistenza e/o vita professionale. Sono diverse, comunque, le definizioni proposte sulla resilienza, alcune delle quali hanno riguardato il processo, ossia l’evoluzione e l’interazione tra i diversi fattori di rischio e di protezione, e in cui la resilienza è vista come una dinamica attraverso cui l’individuo interagisce attivamente con le circostanze (Luthar, Cicchetti e Becker, 2000) altre invece hanno riguardato l’esito, ossia il funzionamento adattivo di tipo fisico e psichico, non intaccato dalle difficoltà (Kaplan, 1999).
La resilienza - sia essa di esito che di processo - presuppone comunque due elementi: i fattori di rischio, che sono presenti a ogni livello di un sistema (persona, famiglia, comunità, società) e in grado di predire eventuali problemi psicosociali successivi (ad esempio alcolismo, comportamento delinquenziale, insuccesso scolastico, ecc.) e l’adattamento (Malaguti, 2005).
Fergus e Zimmerman (2005) sostengono che l’adattamento e la resilienza hanno due significati differenti, soprattutto se si intende la resilienza come processo. Se invece si intende resilienza come esito allora i due termini possono assumere lo stesso significato a patto che si parli di esito a seguito di un’esposizione ad una situazione di rischio. Infatti potremmo avere adattamento anche senza l’esposizione a situazioni di rischio e resilienza in seguito al superamento di un evento traumatico come, ad esempio, un abuso. Per spiegare come avviene tale adattamento si ricorre ai fattori di protezione, ossia a variabili, presenti anch’esse ad ogni livello sistemico (persona, famiglia, comunità, società), che sono in grado di controbilanciare l’effetto dei fattori di rischio (Kaplan, 1999).
Nelle definizioni centrate sull’esito la resilienza è stata intesa in differenti modi: come assenza di indicatori di disturbi, come presenza di indicatori di salute in senso positivo, come successo scolastico e/o lavorativo, come comportamento prosociale o assenza di delinquenza, ecc. In definitiva, la resilienza, se non è un semplice adattamento, è, come afferma Masten (2001) lo straordinario che diventa ordinario.
La persona
L’impianto e le logiche orientanti IN & OUT sono conseguenti alla visione che propone sulla persona, sulla relazione dei singoli con il sistema sociale e con la storia evolutiva individuale.
L’unicità e irripetibilità del singolo si traduce nel modo con il quale ognuno è in grado di riconoscere la propria natura profonda, caratterizzata da competenze e da “talenti” originari, e di come è in grado di strutturare nel tempo una direzione equilibrata alla propria crescita.
Le logiche che orientano l’azione riabilitativa proposta partono dal presupposto che ogni persona possa dar senso alla propria esperienza e agisca nelle relazioni attraverso un insieme di convinzioni personali e motivazioni derivanti dalle esperienze vissute.
Il servizio
Tutti i servizi che Cooperativa Casa del Giovane, Fondazione Don Enzo Boschetti e A.S.P.R.U. Risvegli gestiscono, prevedono azioni orientate alle persone più che ai bisogni. Tale affermazione non significa “poter risolvere tutto”, ma voler offrire un affiancamento, un sostegno relazionale e un supporto alle persone per far fronte alle situazioni di crisi e di disagio.
I servizi di Cooperativa Casa del Giovane, Fondazione Don Enzo Boschetti e A.S.P.R.U. Risvegli vogliono “esserci”; vogliono dare conseguenza concreta alla disponibilità di “stare a fianco”.
IN & OUT è strutturato non solo quale offerta semi residenziale dove i soggetti “possono portare il problema”, ma come azione attiva nelle comunità dove i problemi sono generati.
La cura del processo di sviluppo delle competenze individuali per gestire i compiti evolutivi e raggiungere una soddisfacente autonomia personale, diventa più importante man mano che aumenta il livello di gravità dello svantaggio sociale.
Curare tale processo significa, per noi, offrire un sistema partecipato di esperienze, individuali e di gruppo, per promuovere e rafforzare le capacità, interessi, motivazioni, nuovi strumenti e modalità di conoscenza, di adattamento, di comunicazione e relazione.
Da queste considerazioni nasce l’esigenza di proporre un luogo capace di rimettere al centro la persona; un luogo dove il soggetto sia riconosciuto, accolto, ascoltato e affiancato verso nel suo processo di cura e di reinserimento sociale.
IN & OUT a seguito dell’autorizzazione al funzionamento e accreditamento fornisce gratuitamente. Il protocollo di intervento sarà specifico e individualizzato in relazione a:
I suoi obiettivi fondamentali sono:
migliorare lo stato di benessere;
L’intervento è quindi mirato in più direzioni: una verticale, una orizzontale e una trasversale. Rispetto alla direzione orizzontale, si aiuterà l’utente a utilizzare risorse resilienti per far fronte a situazioni che gli procurano stress, strutturando contesti adeguati in cui introdurre condizioni traumatiche, avversità e situazioni di rischio (che quindi inducono stress) e al tempo stesso associando ad esse risorse o fattori protettivi che rappresentano le competenze che possono essere messe in atto per attenuare gli effetti di stress procurati dalla situazione e migliorare la propria condizione. A tal fine sono utilizzati interventi di sostegno educativo e sociale, attività specialistiche programmate in modo generale e rivolte a tutti gli utenti. Questo permetterà un apprendimento indiretto o rispetto a un modello (altro utente, operatore ecc.), toccando così anche tematiche difficili e pensanti ma comunque gestite in contesti protetti e da personale specializzato. Questo permette di “lasciare” tempo e spazio all’utente non ancora pronto a elaborare nell’immediato certe problematiche che potrà affrontare con tempi e modi diversi. L’obiettivo di questo intervento è di fornire e suggerire, anche se in modo generico, strategie e risorse utili per affrontare una certa problematica, aiutando ad apprendere (per associazione) in modo indiretto. Per quanto riguarda l’intervento in verticale, l’obiettivo consiste nell’instaurare un programma terapeutico con la partecipazione dell’utente, affinché si concordi un obiettivo coerente con il contesto dell’intervento. A tale proposito si struttura un programma trattamentale resiliente e un programma di prevenzione resiliente e di reinserimento resiliente. Il PTR è costruito sulla base di indicatori di stress concordati con l’utente. Per ogni indicatore viene fornita una prescrizione sulla base delle caratteristiche resilienti dell’utente. Le prescrizioni hanno lo scopo di creare dei “punti di svolta” (turning - point) aiutando l’utente a ristrutturare le proprie esperienze e ad apprendere un modo diverso di affrontare le difficoltà. Il programma terapeutico viene strutturato sotto la supervisione del personale che potrà monitorare i progressi fino a quando, con la strutturazione del programma di prevenzione, l’utente potrà “allentare” il monitoraggio e gestire sempre più autonomamente il proprio programma, permettendogli di acquisire strategie di Mastery, cioè strategie che permettono la completa padronanza (mastery) della situazione problematica e del problema, e quindi di come affrontarlo e gestirlo in modo adattivo e funzionale. Per quanto riguarda l’intervento sulla dimensione trasversale, si tenderà a creare un “ambiente” e cioè un contesto resiliente sulla base dei soli fattori protettivi strutturati nelle relative aree familiare e sociale, strutturando opportuni programmi di formazione, supervisione, ricreativi ecc. sia per il personale (operatori, psicologi) che per il servizio intero.
Gruppi ergoterapici
Richiedono un basso impegno nella gestione delle dinamiche gruppali, si basano sostanzialmente in azioni di tipo lavorativo ponendosi però obiettivi relativi ad una prima socializzazione dei bisogni e dei problemi.
Gruppi specialistici
Utilizzano tecniche specifiche e metodologie specialistiche di tipo riabilitativo, agendo su piani ed obiettivi specifici e ben determinati. L’offerta di partecipazione è relativa al programma definito e determinata dalla situazione individuale. Vi è di fatto una definizione dell’offerta in base al percorso che è sempre individualizzato. Hanno una durata medio breve per permettere facilmente l’inserimento e la dimissione, non richiedono particolari competenze sociali se non in termini di strumentalità. I gruppi previsti sono: arte terapia, comunicazione non verbale, orientamento e lavoro.
Gruppo resiliente
Il gruppo è aspecifico in termini di contenuti e intende fornire uno spazio all’interno del servizio, dinamico e di interscambio. Il gruppo è inteso quale risorsa primaria per l’efficacia dell’azione volta a favorire l’utilizzo di strategie di coping e resilienti, nonché il rinforzo della domanda: favorire la conoscenza delle proprie situazioni di difficoltà/stress individuali e sperimentare strategie di risposta emotive e di reazione; riconoscere e rinforzare il processo di adattamento e resilienza; sostenere la domanda di cura; supportare la persona nell’astinenza.
IN & OUT si trova in via Lomonaco 43 a Pavia a 500 metri dalla stazione ferroviaria. Lo stabile è su due piani, con una sala polifunzionale dove oltre ai servizi igienici con angolo cottura, uno spazio coffe break, un’area per attività aggregative, uno studio per colloqui e una sala per gruppi e servizi igienici. Al secondo piano sono presenti delle docce e una lavanderia e servizi igienici. Il Servizio ha accesso riservato e la sede è accessibile anche per i portatori di disabilità fisiche motorie.
Ci sono inoltre spazi esterni come il cortile e il centro polifunzionale per colloqui particolarmente riservati.
IN & Out è aperto:
dal lunedì al venerdì dalle 8.00 alle 12.00 e dalle 14.00 alle 18.00
Durante l’intero orario di apertura sono garantite la disponibilità di un educatore e di un operatore di supporto.
Presa in carico
L’accesso può avvenire per presentazione spontanea da parte dell’interessato, dai suoi familiari, conoscenti o su segnalazione e invio di altri servizi.
In caso di accesso diretto viene sempre garantito un colloquio di accettazione.
L’attenzione alla persona e all’integrazione con i servizi territoriali in termini di: sensibilità ai problemi e alle domande delle persone nelle diverse espressioni di disagio, sia sul piano sanitario che su quello psico-sociale; analisi della domanda finalizzata alla ricerca delle più efficaci modalità di risposta, anche in collaborazione con le altre agenzie territoriali; collaborazione con i servizi pubblici e altre realtà del privato sociale e volontariato nel rispetto di ruoli e di specificità.
La tutela degli utenti avviene attraverso:
Le figure professionali, definite dalla normativa regionale, sono presenti in misura tale da rispettare gli standard previsti dalla Regione Lombardia. L’équipe è l’espressione di diverse competenze professionali, ognuna delle quali assume un ruolo importante nell’organizzazione del percorso integrato, favorendo la connessione tra programmi di intervento sociale e territoriale. L’orientamento è di sviluppare e rendere disponibile le risorse della rete e le potenzialità ambientali, amplificando e rinforzando l’intervento socio riabilitativo. L’organigramma dell’equipe di lavoro del Servizio ha definito i seguenti standard relativi alle responsabilità ed ai ruoli:
1 di favorire un rapporto di fraternità e di servizio tra i responsabili della comunità e gli operatori, capaci di coinvolgere tutti coloro che hanno maturato una scelta di fede vissuta e di servizio cristiano ‘alla pari’ con i giovani impegnati in comunità a recuperare i valori veri umani e cristiani;
2 di realizzare forme concrete di responsabilità sociale per tutti coloro che si trovano in posizione di disagio, mediante la prestazione di servizi a livello culturale e professionale, per mezzo di scuole e laboratori d lavoro.”
L’Associazione per lo Studio e la Promozione delle Risorse Umane (A.S.P.R.U.) nasce a Milano nell'aprile del 1993. Ha la propria sede operativa nel Centro Risvegli in via Ventura 4, in uno spazio di circa 1000 mq. A.S.P.R.U. Risvegli Onlus, organismo senza scopo di lucro, dal 1999 è stata costituita e si avvale di collaboratori che, da anni, lavorano nell’ambito delle arti, della prevenzione e della cura del disagio esistenziale e psicologico. I soci e gli operatori dell’Associazione sono medici, psicologi, educatori, animatori, terapisti della riabilitazione in psichiatria, arteterapisti, danzaterapisti e musicoterapisti, regolarmente iscritti alle associazioni di categoria professionale.
È iscritta al registro regionale dell’associazionismo familiare e al registro provinciale delle associazioni di promozione sociale. È titolare della Scuola di Danzaterapia Maria Fux.
Fondazione Don Enzo Boschetti – Comunità Casa del Giovane Onlus con sede in via Lomonaco 43 a Pavia è stata fondata dalla Coop. Soc. Casa del Giovane a.r.l. e dalla Piccola Opera S. Giuseppe con lo scopo di dare unità all’insieme complesso della Casa del Giovane, ed è pertanto in grado di proporre una serie di strutture e risorse che mirano a integrare i servizi socio-assistenziali tradizionalmente offerti contribuendo a rinnovare e diffondere la filosofia e lo stile della comunità.
Principi Fondamentali
L’utente ha diritto:di richiedere e ottenere dall’ente gestore del servizio ogni informazione che lo riguarda; di proporre osservazioni, suggerimenti, e di esprimere valutazioni del servizio ricevuto. Per gli aspetti di relazione con l’utente, l’ente gestore garantisce l’identificabilità del personale e individua i responsabili della struttura.
L’ente gestore persegue l’obiettivo del continuo miglioramento dell’efficienza e dell’efficacia del servizio, adottando le soluzioni metodologiche, tecnologiche, organizzative e procedurali più funzionali.
L’ente gestore pone la massima attenzione alla chiarezza e comprensibilità del linguaggio utilizzato nei rapporti con l’utenza.
Lo stile che i servizi di Cooperativa Casa del Giovane, Fondazione Don Enzo Boschetti e A.S.P.R.U. Risvegli intendono utilizzare è quello della prossimità, ai problemi e alle persone. Essere prossimi è un modo particolare di essere vicini, è un modo di concepire l’azione di affiancamento ed al contempo è il modo di interpretare la relazione. La prossimità è un modo di condurre un processo evolutivo con gli altri, un modo per percorrere insieme una strada.
La politica seguita dagli enti sopra citati mira a progettare, realizzare e gestire servizi che migliorino la qualità della vita delle persone in situazione di bisogno, disagio e svantaggio sociale e, contemporaneamente, contribuiscano al miglioramento del contesto sociale.
Attraverso i propri servizi, intendono proporre una rete sociale di interventi per promuovere una cultura della solidarietà e della valorizzazione delle differenze, secondo i principi di sussidiarietà, cooperazione, efficacia, efficienza ed economicità.
Le linee guida attraverso le quali intendiamo raggiungere questi obiettivi si possono sintetizzare in:
- soddisfazione del cliente in conformità alle norme e all’etica professionale;
- continuo miglioramento dei servizi forniti;
- efficacia ed efficienza nelle prestazioni di servizio;
- affinamento costante delle capacità professionali degli operatori addetti ai vari servizi, attuato mediante programmi di formazione mirati;
- informazione e coinvolgimento dei dipendenti e dei collaboratori, di qualsiasi livello, circa le modalità, le responsabilità personali nello svolgimento delle specifiche competenze;
- attenta analisi delle osservazioni degli utenti, in maniera tale da individuare la qualità percepita nel servizio fornito;
- predisposizione di un ambiente di lavoro che stimoli il miglioramento e sviluppi solidi rapporti di collaborazione;
- stimolazione e diffusione dei principi della qualità affinché essa sia un patrimonio di tutto il personale di qualunque livello.
Modello teorico di riferimento
La Resilienza> Il termine resilienza deriva dal verbo latino resilio (da re e salio) che significa rimbalzare ma anche, in senso figurato, non essere toccati da qualcosa (di negativo). Partendo da questi significati, il termine è stato dapprima utilizzato in fisica per denotare la proprietà di un materiale di resistere a stress, ossia a sollecitazioni e urti, riprendendo l’usuale forma o posizione. Rappresenta, quindi, l’indice di resistenza dei materiali e il valore della resilienza dipenderebbe dal tipo di materiale e dalle sue caratteristiche, dalla presenza di precedenti lesioni che abbiano danneggiato la struttura e dalla temperatura. Inoltre, la resilienza diminuisce in funzione del diminuire della temperatura o a seguito di precedenti lesioni che abbiano intaccato l’integrità del corpo. Attualmente la parola resilienza viene utilizzata in diverse discipline, fra cui, oltre la fisica, l’ingegneria, l’economia, la sociologia e la psicologia. Sebbene non sempre i concetti derivanti dalla fisica si possano applicare direttamente al comportamento umano, l’interesse per il fenomeno della resilienza per le scienze umane e della salute è fin troppo evidente. Questo interesse è molto recente e, nelle ultime tre decadi, ha alimentato una serie di studi teorici e produzioni scientifiche rilevanti. Uno degli autori più rappresentativi in ambito scientifico è sicuramente Rutter (1985) che definisce la resilienza come “the ability to bounce back or cope succesfully despite substantial adversity”, e cioè la “capacità di rimbalzare” o “far fronte alle avversità”. La resilienza può essere vista quindi come la capacità di uscire forti e pieni di risorse dalle avversità. È un processo attivo di resistenza, di autoriparazione e di crescita in risposta alle crisi e alle difficoltà della vita, quindi non implica semplicemente il resistere ad eventi negativi, ma implica anche la ricostruzione di un percorso di vita. Questo punto di vista mette in crisi l’idea, diffusa in certe culture, secondo cui non è pensabile che un trauma grave o precoce possa risolversi mai, e che le esperienze negative – prima o poi – determinano l’evenienza di un danno per le persone coinvolte e che le persone (es., un bambino nato in una famiglia problematica) siano per questo “condannate” (Walsh, 2008).
La resilienza presuppone quindi che vi sia un antecedente e un conseguente (Walker e Avant, 2005). L’antecedente è rappresentato dalla situazione di avversità, di crisi significativa o trauma. Nel loro modello sulla resilienza, Richardson, Neiger, Jensen e Kumpfer (1990) suggeriscono che gli individui, reagendo a eventi della vita distruttivi – come appunto le avversità – scelgono, consciamente o inconsciamente, di “reinserirsi” e “reintegrarsi” e cioè di reagire costruttivamente a questi eventi. Per questo utilizzano e apprendono a sfruttare le loro qualità resilienti al fine di raggiungere una riorganizzazione sul piano emotivo, cognitivo e comportamentale (Richardson, 2002). Le conseguenze, invece, rappresentano il risultato (out come) di tale riorganizzazione, e cioè l’adattamento positivo all’ambiente. In poche parole, un individuo che ha imparato a rispondere in modo resiliente, dovrebbe nel corso della propria esistenza riuscire bene o eccellere in diversi ambiti o domini della propria esistenza e/o professione (Tolan, 1996). Questo aspetto è fondamentale per comprendere il concetto di conseguente, anche se, per alcuni autori invece, sarebbe necessario che un individuo riesca bene in un solo ambito (saliente per la persona) e presenti performance nella media in altri ambiti o domini della propria esistenza e/o vita professionale. Sono diverse, comunque, le definizioni proposte sulla resilienza, alcune delle quali hanno riguardato il processo, ossia l’evoluzione e l’interazione tra i diversi fattori di rischio e di protezione, e in cui la resilienza è vista come una dinamica attraverso cui l’individuo interagisce attivamente con le circostanze (Luthar, Cicchetti e Becker, 2000) altre invece hanno riguardato l’esito, ossia il funzionamento adattivo di tipo fisico e psichico, non intaccato dalle difficoltà (Kaplan, 1999).
La resilienza - sia essa di esito che di processo - presuppone comunque due elementi: i fattori di rischio, che sono presenti a ogni livello di un sistema (persona, famiglia, comunità, società) e in grado di predire eventuali problemi psicosociali successivi (ad esempio alcolismo, comportamento delinquenziale, insuccesso scolastico, ecc.) e l’adattamento (Malaguti, 2005).
Fergus e Zimmerman (2005) sostengono che l’adattamento e la resilienza hanno due significati differenti, soprattutto se si intende la resilienza come processo. Se invece si intende resilienza come esito allora i due termini possono assumere lo stesso significato a patto che si parli di esito a seguito di un’esposizione ad una situazione di rischio. Infatti potremmo avere adattamento anche senza l’esposizione a situazioni di rischio e resilienza in seguito al superamento di un evento traumatico come, ad esempio, un abuso. Per spiegare come avviene tale adattamento si ricorre ai fattori di protezione, ossia a variabili, presenti anch’esse ad ogni livello sistemico (persona, famiglia, comunità, società), che sono in grado di controbilanciare l’effetto dei fattori di rischio (Kaplan, 1999).
Nelle definizioni centrate sull’esito la resilienza è stata intesa in differenti modi: come assenza di indicatori di disturbi, come presenza di indicatori di salute in senso positivo, come successo scolastico e/o lavorativo, come comportamento prosociale o assenza di delinquenza, ecc. In definitiva, la resilienza, se non è un semplice adattamento, è, come afferma Masten (2001) lo straordinario che diventa ordinario.
La persona
L’impianto e le logiche orientanti IN & OUT sono conseguenti alla visione che propone sulla persona, sulla relazione dei singoli con il sistema sociale e con la storia evolutiva individuale.
L’unicità e irripetibilità del singolo si traduce nel modo con il quale ognuno è in grado di riconoscere la propria natura profonda, caratterizzata da competenze e da “talenti” originari, e di come è in grado di strutturare nel tempo una direzione equilibrata alla propria crescita.
Le logiche che orientano l’azione riabilitativa proposta partono dal presupposto che ogni persona possa dar senso alla propria esperienza e agisca nelle relazioni attraverso un insieme di convinzioni personali e motivazioni derivanti dalle esperienze vissute.
Il servizio
Tutti i servizi che Cooperativa Casa del Giovane, Fondazione Don Enzo Boschetti e A.S.P.R.U. Risvegli gestiscono, prevedono azioni orientate alle persone più che ai bisogni. Tale affermazione non significa “poter risolvere tutto”, ma voler offrire un affiancamento, un sostegno relazionale e un supporto alle persone per far fronte alle situazioni di crisi e di disagio.
I servizi di Cooperativa Casa del Giovane, Fondazione Don Enzo Boschetti e A.S.P.R.U. Risvegli vogliono “esserci”; vogliono dare conseguenza concreta alla disponibilità di “stare a fianco”.
IN & OUT è strutturato non solo quale offerta semi residenziale dove i soggetti “possono portare il problema”, ma come azione attiva nelle comunità dove i problemi sono generati.
La cura del processo di sviluppo delle competenze individuali per gestire i compiti evolutivi e raggiungere una soddisfacente autonomia personale, diventa più importante man mano che aumenta il livello di gravità dello svantaggio sociale.
Curare tale processo significa, per noi, offrire un sistema partecipato di esperienze, individuali e di gruppo, per promuovere e rafforzare le capacità, interessi, motivazioni, nuovi strumenti e modalità di conoscenza, di adattamento, di comunicazione e relazione.
Da queste considerazioni nasce l’esigenza di proporre un luogo capace di rimettere al centro la persona; un luogo dove il soggetto sia riconosciuto, accolto, ascoltato e affiancato verso nel suo processo di cura e di reinserimento sociale.
Destinatari
IN & OUT si rivolge a persone con problemi di abuso o dipendenza da sostanze legali e illegali e da altre dipendenze patologiche (come gioco d’azzardo o disturbi da tecnologia digitale) o a quant’altri siano coinvolti nella problematica (familiari, amici, colleghi, volontari, ecc.) e anche a persone che non usano sostanze ma sono in condizioni di disagio disadattamento sociale.IN & OUT a seguito dell’autorizzazione al funzionamento e accreditamento fornisce gratuitamente. Il protocollo di intervento sarà specifico e individualizzato in relazione a:
- Tipologia di sostanza o di dipendenza;
- Psicopatologie;
- Età;
- Condizioni socio economiche e socio lavorative;
- Modalità di invio o di segnalazione.
Finalità ed obiettivi
IN & OUT è un servizio semiresidenziale pedagogico riabilitativo che si occupa di prevenzione, trattamento e riabilitazione sia delle situazioni di abuso e dipendenza da sostanze legali e illegali (sostanze psicotrope, alcool, farmaci), sia di altre forme di dipendenza come il gioco d’azzardo patologico ed i disturbi da tecnologia digitale sia di situazioni di grave marginalità.I suoi obiettivi fondamentali sono:
- migliorare la qualità della vita attraverso l’attenzione alla propria salute psicofisica;
- definire e mantenere un progetto concordato e sostenuto dai Servizi di riferimento;
- raggiungere o mantenere l’astinenza da alcool o altre sostanze psicotrope o prevenirne l’abuso in situazione a rischio;
- incrementare la consapevolezza dei propri fattori di rischio e risorse nonché fattori di protezione;
- responsabilizzarsi in relazione agli altri, al contesto sociale sviluppando attivamente risorse per un reinserimento sociale e lavorativo;
- sviluppare problem solving e senso critico in relazione al proprio momento di vita;
- sviluppare e migliorare la propria capacità di relazione con gli altri.
Caratteristiche del servizio
Il servizio si articola con offerte di prestazioni pedagogiche e riabilitative individuali e di gruppo riferite all’Area Socio Educativa che trova piani di unità nella cartella individuale Strumenti centrali sono il Programma Terapeutico Resiliente (PTR, il Programma - Prevenzione alla Ricaduta (PPR) e il Programma di Reinserimento Sociale Resiliente (PRSR). I programmi individualizzati sono soggetti a progressive verifiche, sono definiti nel tempo e sono finalizzati a:migliorare lo stato di benessere;
- favorire la percezione di un cambiamento positivo;
- ridurre il disagio psicologico;
- ridurre lo stress psicologico;
- ridurre lo stress somatico.
Processi
ll processo di presa in carico prevede 6 fasi di intervento: Accoglienza, Valutazione, Progettazione del PTR, PPR e PRSR. La fase di Accoglienza si struttura attraverso il primo contatto ed il primo colloquio. La fase di Valutazione prevede un secondo colloquio, attività in ambito pedagogico, sociale e test. È orientata alla costruzione di una valutazione dei fattori di rischio e dei fattori protettivi per la proposta di un programma di offerta pedagogico e riabilitativo che viene concordato con il soggetto. La fase di Progettazione PTR prevede il coinvolgimento dell’utente e la sua rete di riferimento, sia essa naturale o istituzionale per la progettazione del programma di trattamento resiliente. Il PTR (Programma Terapeutico Resiliente) prevede la gestione del programma pedagogico riabilitativo orientato ai fattori di protezione. Prevede colloqui, attività in ambito pedagogico, sociale, attività di gruppo. Il PPR (Programma di Prevenzione alla ricaduta) prevede interventi atti a sostenere il processo pedagogico riabilitativo ed a rafforzare il lavoro sui fattori di protezione insieme ai fattori di rischio. Prevede colloqui, attività in ambito pedagogico, sociale e attività di gruppo. Il PRSR (Programma di Reinserimento Sociale Resiliente) è la fase orientata all’inserimento sociale, lavorativo, sviluppo di progetti di autonomia. Prevede colloqui individuali, follow up, esami sulle sostanze, attività di gruppo.L’intervento è quindi mirato in più direzioni: una verticale, una orizzontale e una trasversale. Rispetto alla direzione orizzontale, si aiuterà l’utente a utilizzare risorse resilienti per far fronte a situazioni che gli procurano stress, strutturando contesti adeguati in cui introdurre condizioni traumatiche, avversità e situazioni di rischio (che quindi inducono stress) e al tempo stesso associando ad esse risorse o fattori protettivi che rappresentano le competenze che possono essere messe in atto per attenuare gli effetti di stress procurati dalla situazione e migliorare la propria condizione. A tal fine sono utilizzati interventi di sostegno educativo e sociale, attività specialistiche programmate in modo generale e rivolte a tutti gli utenti. Questo permetterà un apprendimento indiretto o rispetto a un modello (altro utente, operatore ecc.), toccando così anche tematiche difficili e pensanti ma comunque gestite in contesti protetti e da personale specializzato. Questo permette di “lasciare” tempo e spazio all’utente non ancora pronto a elaborare nell’immediato certe problematiche che potrà affrontare con tempi e modi diversi. L’obiettivo di questo intervento è di fornire e suggerire, anche se in modo generico, strategie e risorse utili per affrontare una certa problematica, aiutando ad apprendere (per associazione) in modo indiretto. Per quanto riguarda l’intervento in verticale, l’obiettivo consiste nell’instaurare un programma terapeutico con la partecipazione dell’utente, affinché si concordi un obiettivo coerente con il contesto dell’intervento. A tale proposito si struttura un programma trattamentale resiliente e un programma di prevenzione resiliente e di reinserimento resiliente. Il PTR è costruito sulla base di indicatori di stress concordati con l’utente. Per ogni indicatore viene fornita una prescrizione sulla base delle caratteristiche resilienti dell’utente. Le prescrizioni hanno lo scopo di creare dei “punti di svolta” (turning - point) aiutando l’utente a ristrutturare le proprie esperienze e ad apprendere un modo diverso di affrontare le difficoltà. Il programma terapeutico viene strutturato sotto la supervisione del personale che potrà monitorare i progressi fino a quando, con la strutturazione del programma di prevenzione, l’utente potrà “allentare” il monitoraggio e gestire sempre più autonomamente il proprio programma, permettendogli di acquisire strategie di Mastery, cioè strategie che permettono la completa padronanza (mastery) della situazione problematica e del problema, e quindi di come affrontarlo e gestirlo in modo adattivo e funzionale. Per quanto riguarda l’intervento sulla dimensione trasversale, si tenderà a creare un “ambiente” e cioè un contesto resiliente sulla base dei soli fattori protettivi strutturati nelle relative aree familiare e sociale, strutturando opportuni programmi di formazione, supervisione, ricreativi ecc. sia per il personale (operatori, psicologi) che per il servizio intero.
I gruppi
Le azioni di gruppo costituiscono e completano il sistema di offerta di IN & OUT e per questo riteniamo determinante sostenere processi di riabilitazione ed evoluzione individuale attraverso esperienze collettive di confronto ed elaborazione della propria situazione. La proposta gruppale segue il processo evolutivo delle persone e sostiene lo sviluppo delle competenze necessarie, divenendo strumento fondamentale per la pratica trattamentale. La struttura degli interventi di gruppo prevede Gruppi ergo terapici, Gruppi cura di sé e igiene personale, Gruppi resilienti, Gruppi specialistici riabilitativi.Gruppi ergoterapici
Richiedono un basso impegno nella gestione delle dinamiche gruppali, si basano sostanzialmente in azioni di tipo lavorativo ponendosi però obiettivi relativi ad una prima socializzazione dei bisogni e dei problemi.
Gruppi cura di sé e igiene personale
Richiedono un basso impegno nella gestione delle dinamiche gruppali, si basano sostanzialmente in attività legate all’igiene personale, e all’igiene dei propri indumenti, docce, lavanderie etc.Gruppi specialistici
Utilizzano tecniche specifiche e metodologie specialistiche di tipo riabilitativo, agendo su piani ed obiettivi specifici e ben determinati. L’offerta di partecipazione è relativa al programma definito e determinata dalla situazione individuale. Vi è di fatto una definizione dell’offerta in base al percorso che è sempre individualizzato. Hanno una durata medio breve per permettere facilmente l’inserimento e la dimissione, non richiedono particolari competenze sociali se non in termini di strumentalità. I gruppi previsti sono: arte terapia, comunicazione non verbale, orientamento e lavoro.
Gruppo resiliente
Il gruppo è aspecifico in termini di contenuti e intende fornire uno spazio all’interno del servizio, dinamico e di interscambio. Il gruppo è inteso quale risorsa primaria per l’efficacia dell’azione volta a favorire l’utilizzo di strategie di coping e resilienti, nonché il rinforzo della domanda: favorire la conoscenza delle proprie situazioni di difficoltà/stress individuali e sperimentare strategie di risposta emotive e di reazione; riconoscere e rinforzare il processo di adattamento e resilienza; sostenere la domanda di cura; supportare la persona nell’astinenza.
L’accesso al servizio
Orari e logisticaIN & OUT si trova in via Lomonaco 43 a Pavia a 500 metri dalla stazione ferroviaria. Lo stabile è su due piani, con una sala polifunzionale dove oltre ai servizi igienici con angolo cottura, uno spazio coffe break, un’area per attività aggregative, uno studio per colloqui e una sala per gruppi e servizi igienici. Al secondo piano sono presenti delle docce e una lavanderia e servizi igienici. Il Servizio ha accesso riservato e la sede è accessibile anche per i portatori di disabilità fisiche motorie.
Ci sono inoltre spazi esterni come il cortile e il centro polifunzionale per colloqui particolarmente riservati.
IN & Out è aperto:
dal lunedì al venerdì dalle 8.00 alle 12.00 e dalle 14.00 alle 18.00
Durante l’intero orario di apertura sono garantite la disponibilità di un educatore e di un operatore di supporto.
Presa in carico
L’accesso può avvenire per presentazione spontanea da parte dell’interessato, dai suoi familiari, conoscenti o su segnalazione e invio di altri servizi.
In caso di accesso diretto viene sempre garantito un colloquio di accettazione.
Controllo e miglioramento
Cooperativa Casa del Giovane, Fondazione Don Enzo Boschetti e A.S.P.R.U. Risvegli promuovono il miglioramento continuo della qualità dei servizi offerti attraverso il mantenimento di un’alta professionalità e competenza dello staff dirigenziale e degli operatori con azioni di: valorizzazione del livello di competenza tecnico - professionale degli operatori, grazie a percorsi di formazione continua e di confronto sistematico con le migliori esperienze sviluppatesi all’esterno del servizio; sviluppo di percorsi di integrazione organizzativa volti a favorire un maggior orientamento ai processi trasversali di assistenza e cura; consolidamento delle prassi di lavoro che prevedono sistematici momenti di confronto e integrazione tra gli operatori.L’attenzione alla persona e all’integrazione con i servizi territoriali in termini di: sensibilità ai problemi e alle domande delle persone nelle diverse espressioni di disagio, sia sul piano sanitario che su quello psico-sociale; analisi della domanda finalizzata alla ricerca delle più efficaci modalità di risposta, anche in collaborazione con le altre agenzie territoriali; collaborazione con i servizi pubblici e altre realtà del privato sociale e volontariato nel rispetto di ruoli e di specificità.
Partecipazione
Il tema della partecipazione è elemento determinante l’efficacia delle azioni del servizio. Riteniamo che lo standard di qualità di maggior rilievo sia proprio la capacità di costruire responsabilità e partecipazione delle persone nell’affrontare e gestire situazioni di crisi e di disagio.La tutela degli utenti avviene attraverso:
- la sottoscrizione del consenso informato sulle attività;
- la possibilità di esprimere suggerimenti o esporre reclami sia verbalmente agli operatori, sia per lettera fax o posta elettronica, anche in forma anonima;
- il controllo istituzionale.
- la compilazione dei questionari di soddisfazione;
- la raccolta di interviste a campione;
- suggerimenti e reclami da parte dell’utenza con restituzione pubblica delle risultanze a scadenza almeno annuale;
- la partecipazione ad incontri a tema (focus group) appositamente organizzati.
Gestione ed organizzazione
EquipeLe figure professionali, definite dalla normativa regionale, sono presenti in misura tale da rispettare gli standard previsti dalla Regione Lombardia. L’équipe è l’espressione di diverse competenze professionali, ognuna delle quali assume un ruolo importante nell’organizzazione del percorso integrato, favorendo la connessione tra programmi di intervento sociale e territoriale. L’orientamento è di sviluppare e rendere disponibile le risorse della rete e le potenzialità ambientali, amplificando e rinforzando l’intervento socio riabilitativo. L’organigramma dell’equipe di lavoro del Servizio ha definito i seguenti standard relativi alle responsabilità ed ai ruoli:
- Il responsabile del servizio, con esperienza pluriennale nella progettazione e organizzazione di servizi alla persona.
- Educatore in possesso di laurea (o titolo equipollente).
- Operatori specializzati in tecniche riabilitative e nella conduzione di gruppi
- Operatore di supporto con esperienza nella ambito del disagio e disadattamento sociale
- Formazione e aggiornamento
- di essere assistita e curata con premura ed attenzione, nel rispetto della dignità umana e delle proprie convinzioni filosofiche e religiose;
- a essere sempre individuata con il proprio nome e cognome, anziché col numero o con il nome della propria patologia;
- di poter identificare immediatamente le persone che l’hanno in cura ed in particolare aver assegnato un Case Manager entro una settimana dall’accettazione;
- di ricevere notizie che le permettano di esprimere un consenso effettivamente informato prima di essere sottoposta al trattamento riabilitativo.
- Inoltre IN & OUT garantisce all’utente i seguenti diritti:
- un ascolto telefonico, durante l’orario di apertura del servizio, per qualunque domanda o chiarimento inerenti le modalità di accesso alle cure o la gestione delle stesse;
- un primo appuntamento per definire un piano preliminare di intervento entro un tempo massimo di 3 giorni;
- una valutazione immediata in occasione del primo contatto in sede;
- una seconda valutazione generale della situazione entro 15 giorni dalla data del primo contatto;
- una più approfondita valutazione entro 21 giorni dalla data del primo contatto, entro 14 giorni se è una tossicodipendente in stato di gravidanza;
- essere informato dei trattamenti che gli vengono proposti, dei loro limiti, rischi e vantaggi, nonché delle possibili alternative; in particolare ha diritto a non subire trattamenti per i quali non abbia espresso consenso scritto;
- certificazioni occorrenti;
- accesso ai trattamenti relativi a prevenzione, cura o riabilitazione dello stato di dipendenza patologica e patologie correlate, che corrispondono maggiormente ai bisogni e alle problematiche presentate dall’utente, periodicamente rivalutate; accesso, su richiesta motivata, alla documentazione inerente la gestione del programma; avere un incontro con la direzione di IN & OUT nel caso di chiarimenti o lamentele riguardanti le modalità della presa in carico.
La formazione delle diverse figure professionali già operanti è garantita dal possesso dei relativi titoli di studio, da un’esperienza nel settore di almeno tre anni o dalla partecipazione a uno specifico percorso formativo.
La formazione del personale di nuova nomina è garantita, oltre che dal possesso del titolo di studio, da un periodo iniziale di formazione con l’affiancamento a figure professionali di maggiore anzianità. L’aggiornamento è realizzato secondo un programma annuale che di norma prevede: seminari clinici di approfondimento, supervisioni di equipe, sotto-equipe o individuali, ricerche, consultazione di testi e pubblicazioni specialistiche, partecipazione a occasioni formative a livello nazionale, regionale e dipartimentale.
Gestione ed organizzazione
La verifica degli esiti viene svolta valutando l’efficacia dei servizi offerti. Tale operazione sarà dinamica e condivisa con l’utente, con i suoi familiari e i servizi coinvolti. In relazione ai tempi individuati per ogni utente, ogni percorso sarà oggetto di verifica trimestrale. Gli esiti degli interventi effettuati sono valutati periodicamente dall’equipe in collaborazione con altri Servizi coinvolti. La dimissione viene sempre programmata di comune accordo con l’interessato e con gli altri interlocutori coinvolti. La dimissione, tuttavia, può avvenire anche per decisione unilaterale in caso di mancata collaborazione o in caso di comportamenti contrari al regolamento. Su richiesta dell’interessato viene rilasciata copia della cartella individuale.Tutela e sicurezza
Il servizio garantisce la tutela e la sicurezza attraverso: il rispetto delle norme (D.Lgs 196/2003) sul trattamento dei dati personali e sensibili; l’addestramento del personale per gli interventi in caso di incendi o di primo soccorso e più in generale per il rispetto delle norme in materia di sicurezza (D.Lgs. 81/2008).L’informazione è garantita attraverso la presente Carta dei Servizi, aggiornata periodicamente. Ogni altra richiesta potrà essere rivolta al Servizio di Accoglienza.
Diritti
Il Cittadino ha diritto a una corretta informazione sull’organizzazione della struttura ma è anche un suo preciso dovere informarsi nei tempi e nelle sedi opportune.
La persona ha diritto:
Il trattamento dei dati sensibili riguardanti gli utenti avviene nel rispetto delle procedure e secondo modalità volte a prevenire violazioni dei diritti, delle libertà fondamentali e della dignità degli interessati.
La documentazione cartacea che contiene dati sanitari verrà custodita in apposito schedario chiuso a chiave e non accessibile ad estranei.
Il rapporto tra diritti e doveri è normato dal regolamento parte integrante della presente Carta dei servizi.
Validità della carta del Servizio
L’ente gestore effettuerà un aggiornamento periodico della Carta dei Servizi in cui sono illustrati le attività previste, gli interventi offerti, gli orari di apertura.Reclami
La persona che si avvale del servizio ha diritto di proporre reclami che debbono essere sollecitamente esaminati, ed essere tempestivamente informata sull’esito degli stessi da parte dell’ente gestore. I reclami formali devono essere presentati in forma scritta presso la segreteria del servizio; la stessa informa il responsabile che entro 5 giorni lavorativi concorda un incontro con gli interessati.Costi
Il servizio è completamente gratuito.Contatti
Centro In & Out
Cooperativa Casa del Giovane di Pavia
via Lomonaco 43 - 27100 Pavia
Tel 0382 3814596 / Fax 0382 3814487
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Il termine bounce back è di difficile comprensione se tradotto letteralmente in italiano, ma rende bene il senso che si vuole attribuire per comprendere meglio la reazione di una persona resiliente. Il termine to cope, tradotto letteralmente, significa far fronte, resistere o reagire. In questo caso però si far riferimento ad un costrutto, quello di coping, ampiamente studiato in psicologia, e che riguarda la capacità di far fronte in modo adattivo e costruttivo allo stress e alle difficoltà della vita, mettendo in atto strategie appropriate, dette appunto strategie di coping.
