Mercoledì Feb 22

Comunità Alba di Bacco








foto di Marco Garofalo

La Comunità Alba di Bacco si rivolge a soggetti che presentano una diagnosi tossicologica d’abuso o dipendenza da alcol associata o meno a poliabuso di altre sostanze psicotrope (cannabis, cocaina e psicofarmaci) e comorbili per disturbi psichici in particolare BPD. Il progetto struttura piani d’intervento in forma modulare che coinvolge la famiglia e i servizi territoriali con particolare attenzione alla continuità assistenziale.
A seguito dell’accreditamento d.g.r. 28 maggio 2008, N. VIII 7351, la comunità Alba di Bacco fornisce gratuitamente prestazioni se e per quanto previsto nei livelli di assistenza garantiti dal Servizio Sanitario Regionale.
La finalità della struttura è orientata alla ricerca di un possibile equilibrio sia fisico sia psicologico che consente alla persona di contrastare la dipendenza patologica e di condurre una vita socialmente integrata.
Il percorso è composto di tre fasi: watching (periodo di osservazione), PTR (Programma Trattamentale Resiliente), PPR (Programma di Prevenzione alla Ricaduta).

La struttura è mista per uomini e donne, è accessibile a portatori di disabilità fisiche motorie e non è in grado di accogliere:

  • soggetti in stato di intossicazione acuta o astinenziale grave (tremens e pretremens, crisi epilettiche, stati confusionali acuti o deliranti ecc..) e per cui è necessario un intervento medico sanitario intensivo
  • utenti con doppia diagnosi in asse I (demenze e deficit cognitivi gravi, psicosi organiche, schizofrenia e disturbi deliranti)
  • demenze o predemenze che necessitano d’alto contenimento
  • tossicodipendenti in terapia sostitutiva per i quali non s’intenda procedere alla progressiva disassuefazione completa da sostanze
  • patologie organiche acute o croniche scompensate
  • soggetti non autosufficienti
  • malattie terminali

Inserimento (max 15 giorni)
Valutazione dei fattori resilienti, intervista e colloquio videoripreso, giornata in comunità e ingresso nella stessa con stesura degli obiettivi di watching resilienti. Vengono somministrati i seguenti test:

  • RSA
  • Big 5
  • Fattori protettivi
  • Aree di resilienza
  • Coping
  • Intervista resiliente
  • MMPI
Watching (max 30 giorni)
Durante la fase di watching si comunica al paziente ciò che è emerso dalle valutazioni (aspetti resilienti e fattori di rischio, con spiegazioni sui contenuti e sulla teoria resiliente di riferimento) in modo che cominci a entrare nell’ottica di un lavoro resiliente. Questa comunicazione è fatta dal mentore provvisorio assegnato al paziente insieme al responsabile del programma che rappresenta il suo supporto sociale e quindi la risorsa sociale interna (nell’ottica resiliente).

PTR (circa 120 giorni)
Al termine della fase di watching l’utente indica gli stress sui quali vorrebbe lavorare e, in base ai suoi punti di forza resilienti (emersi dai test), costruisce con l’operatore/mentore un programma di lavoro resiliente. Il programma resiliente è modellato appositamente su di lui e tiene conto delle valutazioni che scaturiscono dalle riunioni dell’équipe multidisciplinare e del contributo di tutti gli specialisti delle attività riabilitative.
Ogni PTR, oltre alla partecipazione alle attività strutturate in modo resiliente, contiene altri aspetti della quotidianità: fattori sociali interni ed esterni (visita periodica di parenti e amici), rispetto delle regole, frequenza degli incontri con il care manager/mentore, confronto sociale (visione di film o storie di vita con sfondo resiliente: testimonianza) o confronto con gli altri utenti e verifiche settimanali con il care manager/mentore assegnato.

PPR (max 30 giorni)
Il PPR inizia nell’ultimo periodo di cura e si articola tra il dentro e il fuori dalla struttura. Come nel PTR l’utente elabora un programma resiliente circa le attività svolte in comunità e l’area sociale esterna. Prima dell’uscita vengono nuovamente somministrati i test. Periodicamente (ma con sempre meno frequenza) l’utente incontra il mentore per confrontarsi sul proprio PPR e per avere feed-back positivi e consigli. La dimissione viene programmata di comune accordo con l’interessato e sentiti gli interlocutori coinvolti e garantisce la continuità assistenziale con i servizi territoriali. In caso di mancata collaborazione la dimissione può avvenire anche per decisione unilaterale. All’atto della dimissione in nome e per conto dell’équipe si consegna all’utente una relazione completa in cui sono riassunti l’anamnesi raccolta, il progetto concordato, gli interventi effettuati, i motivi della dimissione nonché le eventuali indicazioni per gli sviluppi individuali.
L’intervento complessivo è mirato in più direzioni: orizzontale, verticale e trasversale.

Obiettivi medico sanitari
Trattamento del craving, riequilibrio bioumorale e bioenergetico.

Obiettivi psico educativi
Riassetto cognitivo comportamentale: gestione del senso del limite, comunicazione e relazione autentica, riconoscimento dei propri bisogni e consapevolezza degli strumenti necessari al raggiungimento dei propri obiettivi, creatività e piacere, controllo pulsionale ed elaborazione della relazione con la sostanza di uso e abuso.
I principali strumenti utilizzati sono: il lavoro di gruppo (terapeutico, educativo, espressivo), la partecipazione e l’organizzazione di vita e spazi comunitari con assunzione di ruolo nella gerarchia della relazione di aiuto, il sostegno psicologico individuale, i gruppi informativi e motivazionali. Parte integrante dell’inserimento in comunità è la partecipazione ai gruppi motivazionali da parte degli ospiti e dei loro familiari. Si intende lavorare attraverso una logica che riconosce le risorse e le capacità e agisce efficacemente sulle condizioni di crisi dell’individuo, della sua famiglia, della sua comunità.

Relazioni con la famiglia
La presa in carico della persona alcolista e/o dipendente da sostanze non può prescindere da un lavoro anche con le famiglie, per questo motivo riteniamo importante e necessario, se possibile, incontrare le famiglie già nel primo colloquio con l’utente prima dell’ingresso in comunità, per presentare gli spazi e le possibilità terapeutiche offerte.
In un’ottica di percorso medio-breve non riteniamo possibile né riabilitativo interrompere drasticamente le relazioni affettive con i propri genitori e/o partner, crediamo al contrario che sia importante coinvolgere attivamente le risorse familiari e sostenere la ricostruzione nel luogo in cui l’utente sceglie di vivere la propria vita, pertanto, escluso un breve periodo iniziale, durante la permanenza la domenica sono previste regolari visite settimanali.


Attività riabilitative specialistiche

Sociodramma
Questo gruppo si avvale di 3 metodi specifici che vengono utilizzati:
Role playing allena ai ruoli con schemi in cui gli attori interpretano ruoli precostruiti, è un metodo pedagogico, permette l’acquisizione di competenze relazionali connesse a un profilo. Psicodramma: è messa in gioco la spontaneità del soggetto che mette in scena vissuti personali attraverso i quali si può assumere nuova consapevolezza. Mettendo in scena conflitti e problematiche si esplorano strategie e modalità di risoluzione, sia dal punto di vista cognitivo, che comportamentale. Sociodramma affronta i problemi dal punto di vista collettivo e sociale, mette in scena la dinamica dei ruoli e esplora la messa in atto delle ideologie collettive che cristallizzano o organizzano modalità comunicative e relazionali.

Arteterapia
L’arte terapia utilizza l’arte come mezzo di espressione personale per mettere in forma e comunicare percezione, sentimenti, pensieri. È uno strumento di crescita affettiva, relazionale e cognitiva, che permette un profondo contatto con il proprio mondo interiore. Il laboratorio è il luogo in cui arte e terapia s’incontrano è uno spazio fisico organizzato ma anche simbolico IL modello di riferimento è la teoria dell’arteterapia elaborata da Edith Kramer. La parte importante è la costruzione del setting che deve comprendere tutti i materiali artistici e al possibilità di vivere lo spazio liberamente. Il compito principale del terapeuta è quello di stimolare, facilitare la traduzione in processo creativo degli stati emozionali, delle idee, delle rappresentazioni di pensiero dell’utente. Il lavoro artistico parla da sé, sia all’utente che al terapeuta.

Danza terapia
La tecnica utilizzata nasce dagli studi e dalla creatività della ballerina e coreografa argentina Maria Fux. Corpo, spazio, musica, immagini, parole, relazione con sé e con gli altri sono i parametri, le regole che caratterizzano il metodo. La danza terapia è dialogo è dialogare con il corpo, la cui sintassi e semantica sono ciò che la relazione espressiva tra corpi in movimento e in quel momento e le parole espresse sono in grado di comunicare offrendo il massimo della libertà creativa. Drammatizzare danzando, poter sperimentare la sensazione piacevole dell’armonia, poter sentire il proprio corpo che abita lo spazio circostante come se fosse un proprio prolungamento; poter ascoltare il senso di consonanza che dà l’andare a ritmo e a tempo con se stessi e con la musica e con il cantato; poter entrare in contatto con gli altri secondo modi e tempi che tengano conto delle distanze, delle aperture e delle chiusure, provare a recuperare un senso del corpo, di se stessi nella propria essenza, quanto più possibile intero e presente.

Gruppo psicologico
Prende spunto da dinamiche occorse all'interno della comunità durante la settimana e favorisce la possibilità di approfondire e condividere il senso della propria presenza all'interno della struttura.

Gruppo cognitivo
Con cadenza settimanale chiede agli utenti di elaborare tematiche precise attraverso compiti assegnati che vengono poi discussi dando modo al gruppo di evolvere in maniera unitaria su alcune aree scelte.

Gruppo educativo
Durante il gruppo educativo, tenuto dagli operatori della comunità, si ha la presentazione del PTR da parte di un utente con la descrizione delle indicazioni e delle prescrizioni da seguire perché tutti si sentano coinvolti nel programma di ognuno. Si accoglie, successivamente, un argomento portato dagli utenti e sviluppato in questo spazio con il confronto

Bioenergetica
La bioenergetica parte dal presupposto che ogni individuo disponga di un’energia vitale, essenziale sia per una interazione fra corpo e mente, sia per il controllo degli stati fisici e di quelli mentali. Le emozioni attuano effetti sul nostro corpo e, soprattutto, la respirazione, la postura, i movimenti potrebbero essere influenzati da problemi psicologici, stress, ansia, o rabbia, che, talvolta, reprimono il normale flusso energetico. Lo scopo della bioenergetica, è quello di rendere consapevoli i pazienti sui loro abituali movimenti e sulle loro posture in associazione alle emozioni. La bioenergetica prevede una serie di esercizi atti a ridurre le tensioni muscolari, per consentire al corpo di riacquistare quella naturalezza perduta e contemporaneamente, secondo i bioenergetici, è ottenibile una sorta di "liberazione" del problema emozionale.

Storie di resilienza
Partendo dal quadro teorico della resilienza si vuole promuovere una riflessione che, da un contesto familiare, si espanda alla comunità, alla società e alle diverse culture presenti e al loro confronto. Ogni argomento proposto è correlato da dispense che hanno lo scopo di costruire una base di discussione nel gruppo. Si vuole, inoltre, creare opportunità di confronto e incontro attraverso persone significative in vari campi sociali, culturali, civili, religiosi, ecc, che possano fornire esempio e testimonianza diretta di modelli positivi e di soluzioni di vita alternative alla devianza e alla dipendenza.

Mindfulness
Questo spazio vuole favorire, sia un’autocoscienza corporea attraverso alcune tecniche semplici e mirate di rilassamento e di attenzione (meditazione), che una ulteriore capacità di gestione dello stress attraverso tecniche di respirazione, contatto, visualizzazione e manipolazione corporea.

Rilassamento/massaggio
Questo spazio vuole favorire, sia un’autocoscienza corporea attraverso alcune tecniche semplici e mirate di rilassamento e di attenzione (meditazione), che una ulteriore capacità di gestione dello stress attraverso tecniche di respirazione, contatto, visualizzazione e manipolazione corporea. Sono state scelte delle tecniche semplici e duttili, utilizzabili in modo autonomo in qualsiasi situazione di stress si possa trovare il partecipante.

Cineforum
Confronto e dibattito condotto dall’educatore dopo la visione di un film scelto, presentato e proposto al gruppo.

Gruppo giornali
Il confronto e il dibattito è aperto e condotto dall’educatore su articoli scelti da quotidiani o periodici della settimana.

Attività ergo terapiche
Le attività ergo terapiche rispondono all’esigenza di stimolare nell’utente l’assunzione del senso di responsabilità individuale e di gruppo, coinvolgimento della volontà e la verifica delle proprie capacità manuali. In questo senso, il lavoro della comunità, non è un’attività estenuante o stressante, ma un’esperienza formativa.

Organizzazione e orari della giornata

Occorrente da portare:
biancheria personale e vestiti (riconoscibili e/o marchiate)
2 tute e scarpe da ginnastica
2 cambi di lenzuola per letto singolo
asciugamani
accappatoio
ciabatte per doccia
sapone
shampoo e bagnoschiuma
dentifricio e spazzolino
occorrente per la rasatura
asciugacapelli
zaino
rete per lavabiancheria
sacco per biancheria sporca
tessera sanitaria ed eventuale esenzione dal ticket
sveglia

REGOLE INTERNE
Non è ammesso il consumo né l’inserimento in comunità di sostanze psicotrope.
Non è ammessa violenza fisica e verbale.
Non sono ammessi rapporti intimi tra ospiti della comunità.
All’ingresso gli utenti sono chiamati a consegnare ogni tipo di oggetto personale di valore. Saranno effettuati dei controlli anche in altri momenti della permanenza in comunità.
Non sono ammessi telefoni cellulari.
Gli utenti possono ricevere telefonate da parte della famiglia:
una volta la settimana, da lunedì a sabato, dalle 18.00 alle 19.30
la domenica dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 18.00 alle 19.30
il numero della comunità Alba di Bacco è: 02 99682949

Le sigarette saranno consegnate alla mattina dall’operatore di turno, in un numero fissato dal medico della comunità e dall’operatore di riferimento.
Non è consentito fumare all’interno dei locali della comunità.
Per eventuali uscite o attività straordinarie verrà richiesto un contributo.
Per eventuali terapie complementari aggiuntive si concorderà di volta in volta con la famiglia.
La televisione potrà essere guardata solo dopo richiesta agli operatori.
Nella propria stanza sarà possibile accedere nella giornata durante i momenti di riordino e pulizia, la cura di sé e per la compilazione del diario personale, in orari concordati.
È possibile ascoltare musica con i propri dispositivi elettronici solo nella propria stanza e se dotati di cuffie.

Accesso al servizio

La comunità Alba di Bacco si trova a 15 minuti dalla stazione di  Bovisio Masciago (Mb). Inserita nel verde del parco di Mombello dispone di camere doppie e triple, spazi comuni per le attività e un ampio cortile con giardino.

Contatti

via Garibaldi 33 - Limbiate (Mb)
Tel. 02 99682949 - Cell. 366 3562366

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