FORMAZIONE TRIENNALE
Nel settembre 1994 nasce e inizia a realizzarsi ad A.S.P.R.U. Risvegli Onlus la Formazione Triennale in Danzaterapia “Risvegli - Maria Fux ”. Nel 2008 diviene di titolarità di Relazione Impresa Sociale srl, società di cui A.S.P.R.U. Risvegli Onlus è socia fondatrice.
LA STORIA
Racconta Pietro Farneti, socio fondatore e presidente di A.S.P.R.U. Risvegli onlus:
“Quando mia madre mi telefonò per dirmi che mi aveva iscritto a un corso di Danza Terapia pensai ‘come al solito mi forza in direzioni che non ho scelto!’. Avevo ventotto anni, ero stato assunto come educatore professionale all’Ospedale di Garbagnate Milanese dove coordinavo un centro diurno per tossicodipendenti ed ero già padre di ‘quasi’ due figli.
Non riuscii a dirle di no. Oggi penso di aver fatto bene e ringrazio mia madre di aver scelto per me. In quell’occasione incontrai la signora Fux e rimasi travolto dalla sua generosità e dalla sua vitalità, come credo accada a molti. Il corso, che successivamente scoprii essere una scuola, durò due anni e mi trasformò profondamente. Mi affezionai alla signora Fux ed entrammo in confidenza conoscendo le nostre vite e i nostri caratteri. Il ricordo di quel tempo è sintetizzabile in queste due parole che lei spesso ripete: “sì, posso!”. Una radice profonda della danza terapia Fux è la generosità; l’idea di essere un ponte, di essere uno strumento, di essere un tramite. Ciò sgombra il campo del danzaterapista da qualsiasi tentazione di potere o di verità assoluta e precostituita nei confronti dell’altro. Questa generosità è accoglienza profonda dell’umanità altrui in tutte le sue espressioni, fisiche, psicologiche, attive e passive. Ogni incontro è unico e originale, non è “mestiere”, è sconosciuto e affrontato con la stessa trepidazione e con lo stesso timore paragonabile alla prima di uno spettacolo. La generosità è la passione per la musica di ogni genere, l’attenzione per le forme della natura, del mondo, la curiosità verso ogni espressione dell’esistenza e della bellezza. È il desiderio di procurare un sorriso, di dare sollievo, di mostrare il valore e il buono delle cose, della vita, delle persone.
Dopo circa un anno dal termine della scuola mi telefonò mia madre: ‘Ciao caro, vorrei invitarti giovedì sera a casa perché mi trovo con alcune amiche e colleghe e vorrei che partecipassi anche tu’. Naturalmente risposi affermativamente preoccupato da quale altra trovata si fosse inventata.
Infatti: si era inventata Risvegli! C’erano già il nome, il luogo, i soci fondatori e anche i soldi per la mia quota. Ero al muro. Fondammo l’associazione con quaranta milioni di lire di debito e nessuna prospettiva di attività o lavoro. Dopo un anno il presidente di Risvegli, mia madre, dichiarò l’intenzione di aprire una scuola di Danza Terapia. Questa volta provai a fare resistenza. Anzi mi opposi decisamente, ma naturalmente la cosa era già concordata con la signora Fux che oltretutto dava il suo nome alla futura scuola. Ero furioso: ‘Non sono capace, detesto fare il formatore, cosa insegno? Il metodo è la signora Fux, cosa dico agli allievi? Come si fa a fare i danzaterapisti?’. Vennero in soccorso di mia madre le altre due socie fondatrici: Lidia Ferrari Giulianini, mia compagna di danza terapia, una delle più brave insegnanti di mimo e movimento che abbia conosciuto e per me una seconda mamma, e Manuela Peserico, un’eccellente psichiatra e psicoterapeuta e preziosa amica per la sua particolare tenerezza e sapienza.
Iniziammo un lungo lavoro serale e notturno per dare struttura alla metodologia della signora Fux. Provammo quindi ad applicare quanto elaborato con il primo corso della scuola che ringrazio per la disponibilità e la partecipazione.
Questo metodo appartiene alla sfera delle terapie artistiche o terapie con l’arte secondo la distinzione indicata dallo psicoanalista James Hilmann. La posposizione verbale da arti terapie a terapie con l’arte è necessaria per comprendere che l’atteggiamento del terapista nella metodologia Fux è finalizzato al raggiungimento di una comunicazione artistica attraverso la danza. Non è la terapia che si serve dell’arte (l’arte/danza per la terapia), bensì la terapia al servizio dell’arte. Sarà essa stessa a dare all’individuo immagini, prospettive, possibilità, direzioni alla sua volontà di stare meglio. Un altro aspetto pre-originario alla formulazione della metodologia è la presenza di quattro elementi: musica, stimolo, movimento e stato emotivo. Questi quattro aspetti sono sempre presenti e combinati. I primi due sono sempre sommati, cosi come i secondi due e il risultato di queste somme è un’equazione che produce un’azione. Questa azione proposta darà un risultato a seconda del soggetto che la agisce. L’effetto o risultato sarà il frutto dell’interpretazione soggettiva. Si intuisce come ciascuno di questi elementi abbia un valore che necessariamente dovrà essere combinato e non dissonante con l’altro. L’ultimo filone di approfondimento è relativo al come aiutare le persone a passare dalla comunicazione attraverso il movimento alla creazione attraverso la danza. Approfondire la lettura e le strategie per favorire tale passaggio è l’essenza del processo terapeutico.”
Così nasce la Formazione Triennale in Danza Terapia che, da ormai 16 anni, viene offerta.
Questa formazione si inserisce nel panorama ampio e diversificato della formazione italiana nelle Arti Terapie dove non esiste ancora un albo professionale statale che riconosca la figura.
Il percorso di studi ha l’obiettivo di formare specialisti in Danza Terapia nell’ambito del benessere, della prevenzione e in ambiti socio-sanitari. L'intero percorso formativo prevede una strettissima connessione tra teoria e pratica. Ciò significa che lo studio specifico e molto approfondito delle singole materie scientifiche è sempre orientato alla possibile applicazione della danza terapia.
Così scriveva Maria Fux nel 1981 per aprire il suo primo libro “Danza, experiencia de vida”:
“Da anni, ho l’idea ossessiva di lasciare qualcosa in più della mia danza, dato che questa si diluisce nell’aria quando finisco di danzare. Questa necessità nasce dal vuoto che sento al termine di un recital, quando il mio corpo rimane senza nulla in mano; a conclusione dei corsi nei diversi Paesi, oltre che nel mio, quando devo salutare quelli che sono stati qualcosa di più che allievi, o anche quando una bambina o un anziano sono riusciti a sentire insieme a me la meraviglia di conoscere il loro corpo per esprimersi. Ascoltare questo vuoto è ciò che mi ha spinto a realizzare questo libro, che è parte della mia vita, che costituisce un meraviglioso ponte per coloro che cercano nel movimento una possibilità di risposta.”
E ancora Maria dice del fare Danza Terapia:
“Un qualunque percorso di formazione di Danza Terapia non può che partire da sé. Quasi come se si fosse utenti di se stessi, allora, si comincia imparando a usare il proprio corpo come una cassa di risonanza, come l'unico e concreto strumento di terapia.”
per informazioni:
tel. 02 83241125
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