Domenica Set 05

La comunità Alba di Bacco


La Comunità Alba di Bacco si rivolge a soggetti che presentano una diagnosi tossicologica d’abuso o dipendenza da alcol associata o meno a poliabuso di altre sostanze psicotrope (cannabis, cocaina e psicofarmaci) e comorbili per disturbi psichici in particolare BPD. Il progetto struttura piani d’intervento in forma modulare, sostenuti a un training motivazionale psicosociale che coinvolge la famiglia e l’associazione di auto mutuo aiuto.

La struttura non è in grado di accogliere soggetti in:

  • Stati di intossicazione acuta o astinenziali gravi (tremens e pretremens, crisi epilettiche, stati confusionali acuti o deliranti ecc..) e per cui necessita intervento medico sanitario intensivo;
  • Utenti con doppia diagnosi in asse I (demenze e deficit cognitivi gravi, psicosi organiche, schizofrenia e disturbi deliranti);
  • Demenze o predemenze che necessitino d’alto contenimento;
  • Tossicodipendenti in terapia sostitutiva per i quali non s’intenda procedere alla progressiva disassuefazione completa da sostanze;
  • Patologie organiche acute o croniche scompensate;
  • Soggetti non autosufficienti;
  • Malattie terminali.

La finalità delle comunità è orientata alla ricerca di equilibrio utile sia fisico che psicologico per il prosieguo trattamentale del problema attraverso interventi di breve periodo con elevati contenuti sanitari, integrati con azioni psico-sociali e psico-educative orientati ad una valutazione approfondita del problema e della motivazione al cambiamento. Gli obiettivi afferiscono pertanto all’ambito medico sanitario ed a quello psico-educativo.

Obiettivi medico sanitari
Trattamento del craving Riequilibrio bioumorale e bioenergetico.

Le metodologie e le attività principali si riferiscono alla medicina allopatica e metodi di MNC (auricoloterapia, fitoterapia, omeopatia), all’attività fisica intensiva di gruppo e a programmi individualizzati.

Obiettivi psicoeducativi
Riassetto cognitivo comportamentale: gestione del senso del limite, comunicazione e relazione autentica, riconoscimento dei propri bisogni e consapevolezza degli strumenti necessari al raggiungimento dei propri obiettivi, creatività e piacere.
Gli obiettivi di tutela e promozione della salute sono orientati al raggiungimento del miglior benessere psicofisico possibile attraverso programmi individualizzati multidisciplinari Valutazione psicoeducativa delle capacita’ relazionali e dell’autonomia personale.
Ulteriori obiettivi: acquisizione di capacità gestionali in tema di cura di sé, degli spazi propri, degli spazi comuni e preparazione pasti.
Gli strumenti principali utilizzati sono: lavoro di gruppo (terapeutico, educativo ed espressivo), la partecipazione e organizzazione di vita e spazi comunitari con assunzione di ruolo nella gerarchia della relazione di aiuto, il sostegno psicologico individuale, i gruppi informativi e motivazionali. Parte integrante di tale ambito e vincolante l’inserimento in comunità è la partecipazione ai gruppi motivazionali per gli ospiti e i loro familiari.
Si intende lavorare attraverso una logica in grado di riconoscere le risorse e le capacità di agire efficacemente sulle condizioni di crisi dell’individuo, della sua famiglie, della sua comunità.

Ulteriore strumento è il programma riabilitativo resiliente.
Il programma riabilitativo di tailoring, soggetto a progressive verifiche, è definito nel tempo ed è finalizzato alla definizione di aree problematiche di stress sulle quali intervenire attraverso prescrizioni ed impiegando i fattori protettivi.
Il programma riabilitativo di tailoring prevede l’elaborazione di un contratto condiviso e costruito con l’utente e i soggetti coinvolti nel progetto (watching, PTR, PPR)

Relazioni con la famiglia
La presa in carico della persona alcolista e/o dipendente da sostanze non può prescindere da un lavoro anche con le famiglie. Vediamo quindi la necessità di incontrare le famiglie ove sia possibile già nel primo colloquio con l’utente prima dell’ingresso in comunità, presentando gli spazi e le possibilità terapeutiche offerte.
In un’ottica di percorso medio-breve non riteniamo possibile né riabilitativo interrompere drasticamente le relazioni affettive con i propri genitori e/o partner, ma crediamo altresì che sia importante coinvolgere attivamente le risorse familiari, aiutando nella ricostruzione del luogo dove l’utente sceglie di vivere la propria vita.

Comunità Alba di Bacco
Il servizio si struttura attraverso il processo centrale di trattamento riabilitativo ed un processo di supporto.
Il percorso complessivo prevede una presenza massima di circa 6 mesi, in relazione ai programmi riabilitativi individuali, ed è organizzato in 3 fasi oltre all’inserimento: Watching, PTR (programma riabilitativo di tailoring), PPR (programma di prevenzione alla ricaduta).

Inserimento
Valutazione dei fattori resilienti, intervista e colloquio video ripreso, giornata in comunità ed ingresso con stesura degli obiettivi di Watching resilienti. Vengono fatti i seguenti test:

  • RSA
  • Big 5
  • Fattori protettivi
  • Aree di resilienza
  • Coping
  • Intervista resiliente
Watching
Durante la fase di Watching si ha la restituzione al paziente di quello che è emerso dalle valutazioni (aspetti resilienti e fattori di rischio, con spiegazioni sui contenuti e anche sulla teoria resiliente di riferimento), in modo che egli cominci a entrare nell'ottica di un lavoro resiliente. Questa restituzione è fatta dal mentore provvisorio assegnatogli e con il responsabile del programma che rappresenta il suo supporto sociale e quindi la risorsa sociale interna (nell'ottica resiliente).

PTR (programma riabilitativo resiliente di tailoring)
Al termine della fase di Watching l'utente incontra il duo resiliente se diverso il suo futuro mentore e presenta loro la percezione di se (nell'ottica resiliente) in base a punti di forza resilienti e punti da migliorare per contro il duo o trio resiliente presenta un piano di lavoro/intervento appositamente cucito su di lui e derivante da valutazioni scaturite da incontri di equipe multidisciplinare con gli specialisti che fanno le attività. In questi incontri, ad esempio, che avvengono precedentemente, si chiarisce insieme “il come” lavorare sui singoli fattori in base al profilo resiliente emerso. Ogni specialista avrà, poi, una tabella in cui sono inseriti i fattori protettivi e il nome degli utenti che devono lavorare su quei fattori, di modo che lo specialista sia in grado di programmare le future attività in funzione di questi scopi. Il PTR che può essere al massimo di sei mesi conterrà oltre alle attività strutturate in modo resiliente, altri aspetti che passano attraverso i fattori sociali interni ed esterni,come la visita periodica di parenti e amici, il rispetto delle regole, la frequenza degli incontri con il mentore il confronto sociale (ad esempio la visione di film o storie di vita con sfondo resiliente: testimonianza) o il confronto con gli altri utenti (testimonianza). Il mentore, in questa fase, ha anche come obiettivo quello di controllare che le diverse attività abbiano finalità resilienti. Al termine di questa fase di PTR ci si avvia alla fase di PPR.

PPR (programma di prevenzione alla ricaduta)
Il PPR inizia nell'ultimo periodo di comunità e si struttura tra il dentro e il fuori della struttura: durerà massimo 2 mesi dentro e massimo 3 fuori. L'utente, incontra con il duo o il trio mentre è in comunità ed elabora nello stesso modo del PTR un programma resiliente circa le attività svolte in comunità e i fattori sociali esterni. Incontra l'equipe intera prima di uscire che da una restituzione finale del lavoro. All'uscita l'utente fa nuovamente i test. Inoltre, nella fase di uscita all'utente viene rilasciato un diario. In questo diario l'utente dovrà segnare periodicamente tutte le volte in cui ha usato i fattori protettivi per superare momenti difficili, di crisi o stress o difficoltà generiche (che potrebbe anche misurare su una scala da 1 a 3 ad esempio) e scrivere come ha fatto, dov'era ecc. Periodicamente (ma con sempre meno frequenza) l'utente incontra il mentore per confrontarsi su quanto scritto nel suo diario e avere feed-back positivi e consigli. Il diario ha una funzione resiliente in quanto rappresenta una forma di autocontrollo, dà la possibilità di mantenere un contatto nel tempo con la struttura (supporto sociale) e aiuta l'utente a rendersi conto delle proprie risorse e capacità aumentando autostima e autoefficacia. Il mentore, per suo contro, dovrà fare molta attenzione. La dimissione viene sempre programmata di comune accordo con l’interessato e sentiti gli altri interlocutori coinvolti. La dimissione, tuttavia, può avvenire anche per decisione unilaterale in caso di mancata collaborazione o in caso di comportamenti contrari al Regolamento. All’atto della dimissione sarà consegnata all’utente una copia – in nome e per conto dell’equipe – di una relazione completa in cui sarà riassunta l’anamnesi raccolta, il progetto concordato, gli interventi effettuati, i motivi della dimissione nonché le eventuali indicazioni per gli sviluppi individuali.


Attività settimanali

Sociodramma
Questo gruppo si avvale di 3 metodi specifici che vengono utilizzati:
Role playing allena ai ruoli con schemi in cui gli attori interpretano ruoli precostruiti, è un metodo pedagogico, permette l’acquisizione di competenze relazionali connesse a un profilo. Psicodramma: è messa in gioco la spontaneità del soggetto che mette in scena vissuti personali attraverso i quali si può assumere nuova consapevolezza. Mettendo in scena conflitti e problematiche si esplorano strategie e modalità di risoluzione, sia dal punto di vista cognitivo, che comportamentale. Sociodramma affronta i problemi dal punto di vista collettivo e sociale, mette in scena la dinamica dei ruoli e esplora la messa in atto delle ideologie collettive che cristallizzano o organizzano modalità comunicative e relazionali.

Arteterapia
L’arte terapia utilizza l’arte come mezzo di espressione personale per mettere in forma e comunicare percezione, sentimenti, pensieri. È uno strumento di crescita affettiva, relazionale e cognitiva, che permette un profondo contatto con il proprio mondo interiore. Il laboratorio è il luogo in cui arte e terapia s’incontrano è uno spazio fisico organizzato ma anche simbolico IL modello di riferimento è la teoria dell’arteterapia elaborata da Edith Kramer. La parte importante è la costruzione del setting che deve comprendere tutti i materiali artistici e al possibilità di vivere lo spazio liberamente. Il compito principale del terapeuta è quello di stimolare, facilitare la traduzione in processo creativo degli stati emozionali, delle idee, delle rappresentazioni di pensiero dell’utente. Il lavoro artistico parla da sé, sia all’utente che al terapeuta.

Danza terapia
La tecnica utilizzata nasce dagli studi e dalla creatività della ballerina e coreografa argentina Maria Fux. Corpo, spazio, musica, immagini, parole, relazione con sé e con gli altri sono i parametri, le regole che caratterizzano il metodo. La danza terapia è dialogo è dialogare con il corpo, la cui sintassi e semantica sono ciò che la relazione espressiva tra corpi in movimento e in quel momento e le parole espresse sono in grado di comunicare offrendo il massimo della libertà creativa. Drammatizzare danzando, poter sperimentare la sensazione piacevole dell’armonia, poter sentire il proprio corpo che abita lo spazio circostante come se fosse un proprio prolungamento; poter ascoltare il senso di consonanza che dà l’andare a ritmo e a tempo con se stessi e con la musica e con il cantato; poter entrare in contatto con gli altri secondo modi e tempi che tengano conto delle distanze, delle aperture e delle chiusure, provare a recuperare un senso del corpo, di se stessi nella propria essenza, quanto più possibile intero e presente.

Gruppo psicologico
Prende spunto da dinamiche occorse all'interno della comunità durante la settimana e favorisce la possibilità di approfondire e condividere il senso della propria presenza all'interno della struttura.

Gruppo cognitivo
Con cadenza settimanale chiede agli utenti di elaborare tematiche precise attraverso compiti assegnati che vengono poi discussi dando modo al gruppo di evolvere in maniera unitaria su alcune aree scelte.

Gruppo educativo
Durante il gruppo educativo, tenuto dagli operatori della comunità, si ha la presentazione del PTR da parte di un utente con la descrizione delle indicazioni e delle prescrizioni da seguire perché tutti si sentano coinvolti nel programma di ognuno. Si accoglie, successivamente, un argomento portato dagli utenti e sviluppato in questo spazio con il confronto

Bioenergetica
La bioenergetica parte dal presupposto che ogni individuo disponga di un’energia vitale, essenziale sia per una interazione fra corpo e mente, sia per il controllo degli stati fisici e di quelli mentali. Le emozioni attuano effetti sul nostro corpo e, soprattutto, la respirazione, la postura, i movimenti potrebbero essere influenzati da problemi psicologici, stress, ansia, o rabbia, che, talvolta, reprimono il normale flusso energetico. Lo scopo della bioenergetica, è quello di rendere consapevoli i pazienti sui loro abituali movimenti e sulle loro posture in associazione alle emozioni. La bioenergetica prevede una serie di esercizi atti a ridurre le tensioni muscolari, per consentire al corpo di riacquistare quella naturalezza perduta e contemporaneamente, secondo i bioenergetici, è ottenibile una sorta di "liberazione" del problema emozionale.

Storie di resilienza
Partendo dal quadro teorico della resilienza si vuole promuovere una riflessione che, da un contesto familiare, si espanda alla comunità, alla società e alle diverse culture presenti e al loro confronto. Ogni argomento proposto è correlato da dispense che hanno lo scopo di costruire una base di discussione nel gruppo. Si vuole, inoltre, creare opportunità di confronto e incontro attraverso persone significative in vari campi sociali, culturali, civili, religiosi, ecc, che possano fornire esempio e testimonianza diretta di modelli positivi e di soluzioni di vita alternative alla devianza e alla dipendenza.

Mindfulness
Questo spazio vuole favorire, sia un’autocoscienza corporea attraverso alcune tecniche semplici e mirate di rilassamento e di attenzione (meditazione), che una ulteriore capacità di gestione dello stress attraverso tecniche di respirazione, contatto, visualizzazione e manipolazione corporea.

Rilassamento/massaggio
Questo spazio vuole favorire, sia un’autocoscienza corporea attraverso alcune tecniche semplici e mirate di rilassamento e di attenzione (meditazione), che una ulteriore capacità di gestione dello stress attraverso tecniche di respirazione, contatto, visualizzazione e manipolazione corporea. Sono state scelte delle tecniche semplici e duttili, utilizzabili in modo autonomo in qualsiasi situazione di stress si possa trovare il partecipante.

Cineforum
Confronto e dibattito condotto dall’educatore dopo la visione di un film scelto, presentato e proposto al gruppo.

Gruppo giornali
Il confronto e il dibattito è aperto e condotto dall’educatore su articoli scelti da quotidiani o periodici della settimana.

Attività ergo terapiche
Le attività ergo terapiche rispondono all’esigenza di stimolare nell’utente l’assunzione del senso di responsabilità individuale e di gruppo, coinvolgimento della volontà e la verifica delle proprie capacità manuali. In questo senso, il lavoro della comunità, non è un’attività estenuante o stressante, ma un’esperienza formativa.

Organizzazione e orari della giornata

Occorrente da portare:
biancheria personale e vestiti (riconoscibili e/o marchiate)
2 tute e scarpe da ginnastica
2 cambi di lenzuola per letto singolo
asciugamani
accappatoio
ciabatte per doccia
sapone
shampoo e bagnoschiuma
dentifricio e spazzolino
occorrente per la rasatura
asciugacapelli
zaino
rete per lavabiancheria
sacco per biancheria sporca
tessera sanitaria ed eventuale esenzione dal ticket
sveglia

REGOLE INTERNE
Non è ammesso il consumo né l’inserimento in comunità di sostanze psicotrope.
Non è ammessa violenza fisica e verbale.
Non sono ammessi rapporti intimi tra ospiti della comunità.
All’ingresso gli utenti sono chiamati a consegnare ogni tipo di oggetto personale di valore. Saranno effettuati dei controlli anche in altri momenti della permanenza in comunità.
Non sono ammessi telefoni cellulari.
Gli utenti possono ricevere telefonate da parte della famiglia:
una volta la settimana, da lunedì a sabato, dalle 18.00 alle 19.30
la domenica dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 18.00 alle 19.30
il numero della comunità Alba di Bacco è: 02 99683226

Le sigarette saranno consegnate alla mattina dall’operatore di turno, in un numero fissato dal medico della comunità e dall’operatore di riferimento.
Non è consentito fumare all’interno dei locali della comunità.
Per eventuali uscite o attività straordinarie verrà richiesto un contributo.
Per eventuali terapie complementari aggiuntive si concorderà di volta in volta con la famiglia.
La televisione potrà essere guardata solo dopo richiesta agli operatori.
Nella propria stanza sarà possibile accedere nella giornata durante i momenti di riordino e pulizia, la cura di sé e per la compilazione del diario personale, in orari concordati.
È possibile ascoltare musica con i propri dispositivi elettronici solo nella propria stanza e se dotati di cuffie.

Contatti

La comunità Alba di Bacco si trova in via Garibaldi 33 a Limbiate (Mb)
Telefono: 02 99683226
Per informazioni e inserimenti contattare la Direzione: 334 8190145