LA STORIA DELL’INCONTRO TRA RISVEGLI E LA PEDIATRIA DI KIMBONDO

Cinque anni fa Franco Ponzellini, un amico di Risvegli e socio della Fondazione Ponzellini che già da tempo sosteneva le attività sociali rivolte all’area del disagio che la nostra Associazione aveva in essere, racconta di un aiuto saltuario che la sua Fondazione dava da tempo alla Pediatria di Kimbondo attraverso un canale amicale di un altro dei suoi soci e chiede a Risvegli se sia possibile provare a strutturare un intervento di cooperazione internazionale più consistente e istituzionale.
Risvegli decide di partecipare ad un bando della Regione Lombardia sulla cooperazione internazionale chiedendo un cofinanziamento per la conclusione delle opere edili di un nuovo padiglione della Pediatria: la neonatologia.
Così inizia la storia.
La Regione approva il progetto che, tra i vincoli, aveva almeno un viaggio in loco di due cooperanti dell’associazione per rendicontare lo stato dei lavori.
Prima del viaggio Pietro Farneti (presidente di Risvegli) e Laura Ossiri vanno a Siena ad una riunione di tutti coloro, associazioni e singoli, che dall‘Italia aiutano la Pediatria: l’obiettivo è di creare un coordinamento nazionale sugli aiuti. Lì incontrano Marcello Quinci di Biella e Paolo Vanini dell’Associazione Agape di Roma che diventeranno presto i loro amici e compagni di “viaggio”.
A partire per Kimbondo alla fine di marzo del 2007 sono Valentina e Laura, che resteranno alla Pediatria per 15 giorni, in un momento di grande conflitto politico per il Congo perché erano i mesi successivi alle prime elezioni libere del paese che hanno necessitato di un presidio ONU durato 2 anni e portato a numerosi e sanguinosi scontri armati.
Padre Hugo non le conosceva, aveva a mala pena sentito parlare di Risvegli, ma le ha accolte con gentilezza e generosità conducendole nel “suo” mondo di bambini e consentendo loro di vivere una delle esperienze più belle della loro vita.
A Kimbondo hanno partecipato alla fine della costruzione della neonatologia e raccolto le fatture dei lavori da portare in Regione; hanno giocato, cantato, disegnato, danzato e pregato con i 500 bimbi ospitati nella pediatria (oggi già cresciuti attualmente a più di 600).
Al ritorno in Italia hanno raccolto le carte e sono andate in Regione a presentare la chiusura del progetto: naturalmente appena concluso il discorso hanno chiesto come avrebbero potuto procedere per ottenere altri finanziamenti. Gli è stato spiegato che i fondi per le opere di costruzione non erano molti e che la Regione non finanziava progetti educativi (di cui a Kimbondo ci sarebbe tanto bisogno) ma che esisteva la possibilità di chiedere finanziamenti sull’area sanitaria della cooperazione per operazioni chirurgiche.
È da qui che tutto ha avuto inizio o meglio che ha potuto avere seguito, per Risvegli nel sostegno alla Pediatria, per padre Hugo nel proseguire un’opera che già realizzava da anni: portare in Italia ogni anno qualche bambino per salvargli la vita
Nel luglio del 2008 sono arrivati a Milano i primi 6 bambini: cinque interventi cardiaci programmati presso l’ospedale Riguarda Ca’ Granda e un intervento urologico a IRCS Multimedia di Sesto San Giovanni.
In aprile dell’anno scorso è arrivato un bimbo che ha subito un intervento neurochirurgico unico al mondo e in luglio altri tre per il cuore.
I costi di viaggio sono sempre stati sostenuti da Risvegli o dalla Fondazione Ponzellini. Una “squadra” di volontari (con un contributo dell’associazione) ha garantito che i bambini in ospedale avessero sempre qualcuno che li accudiva, 24 ore su 24 per più di due mesi ogni anno, e l’accoglienza dei bambini si è realizzata nelle famiglie che si sono rese disponibili per il periodo della convalescenza.
Ed eccoci a quest’anno: la Regione Lombardia ha stanziato fondi per 7 interventi (per un totale di 140 mila euro) e dunque Risvegli vorrebbe poter garantire a padre Hugo di far operare il maggior numero di bambini possible, garantendo alla Regione di farsi carico dei viaggio, dell’assistenza ospedaliera e dell’ospitalità, come gli scorsi anni.
