Il sonno e i sogni

Stadi del sonno

Stadi del sonno

La coscienza è un flusso che varia in continuazione e che subisce una rilevante modificazione nel corso del sonno. Quest’ultimo può essere descritto come uno stato dell’organismo qualificato da una ridotta reattività agli stimoli ambientali (con la sospensione delle attività relazionali) e da una riduzione del livello di coscienza. Esso sorge spontaneamente e periodicamente; si autolimita nel tempo ed è reversibile. In tal modo si crea l’alternanza sonno-veglia che regola il ritmo delle giornate.

Gli stadi del sonno

In passato si riteneva che il sonno costituisse uno stadio essenzialmente omogeneo in contrapposizione allo stato di veglia. Ma la messa a punto di tecniche poligrafiche di osservazione – registrazione simultanea dell’elettrocardiogramma e dell’attività respiratoria – ha posto in evidenza l’articolazione del sonno. D’altronde, è esperienza comune a tutti il fatto che abbiamo diverse forme di sonno: dal sonnecchiare al sonno profondo. Dall’osservazione delle onde celebrali sono stati distinti sei diversi livelli di attività cerebrale (due riguardanti la veglia e quattro concernenti il sonno). La veglia attiva presenta onde rapide e irregolari (desincronizzate, onde beta con elevata frequenza e bassa ampiezza) mentre la veglia rilassata (con gli occhi chiusi) è caratterizzata da onde più lente e regolari. Quando ci si addormenta, si passa dallo stato di veglia rilassata allo stadio 1 del sonno, qualificato da onde theta (con ampiezza ridotta). Dopo 10-20 minuti segue lo stadio 2, contraddistinto dalla presenza dei cosiddetti fusi del sonno (variazioni rapide e irregolari delle onde cerebrali) e dai complessi K (una singola onda negativa e positiva). Seguondo gli stati 3 e 4 del sonno, caratterizzati dalla comparsa di onde lente e ampie (dette delta, confrequenza fra 1 e 2 Hz). Lo stadio 4 è noto come sonno profondo, nel quale è più difficile svegliare un soggetto e durante il quale si possono verificare specifici fenomeni (come sonnambulismo, enuresi, terrori notturni).

Arrivato allo stadio 4 il soggetto dormiente ritorna allo stadio 1 per ripetere il ciclo, anche se nella seconda volta permane di meno nello stadio 4. Durante il sonno notturno si osservano di solito 4-6 cicli di sonno, ciascuno dei quali dura in media circa 90 minuti. Inoltre, le osservazioni fatte con le tecniche poligrafiche hanno consentito di articolare ulteriormente questo quadro. Quando il soggetto dallo stadio 4 ritorna allo stadio 1 compe dei movimenti rapidi (isolati o a raffiche) con i bulbi oculati: si tratta del cosiddetto Sonno REM. Si tratta di un sonno conosciuto anche come sonno paradosso, poichè le suo onde cerebrali sono simili a quelle della veglia attiva o anche sonno D (in quanto le onde cerebrali sono desincronizzate e irregolari). Il sonno REM va distinto, di conseguenza dal sonno NREM, cioè NON-REM, che è chiamato anche sonno ortodosso o sonno S. Il sonno NREM prevale nelle prime ore del sonno, mentre il sonno REM è maggiormente presente nelle fasi terminali del sonno. Nell’uomo, come negli altri mammiferi il sonno REM e il sonno NONREM si alternano ciclicamente.

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