Il golf è davvero uno sport (e solo per ricchi)?

Recentemente il golf, in Italia, è salito alla ribalta grazie alla vittoria di Francesco Molinari nel torneo più prestigioso del mondo, il British Open. Eppure non sono pochi che, a causa delle sue caratteristiche, si domandano se il golf è veramente uno sport.

Ebbene, la risposta è SI. Negli Stati Uniti, dove ogni campione ha la possibilità di diventare ricco e famoso, il golf è praticamente lo sport più praticato: 24 milioni di persone, praticamente 1/12 della popolazione americana, dichiara di praticarlo da occasionalmente a spesso. Il giro d’affari legato a questa disciplina tocca i 70 miliardi. Ma allora perché in Italia, nonostante negli ultimi anni abbiamo avuto atleti eccellenti come Molinari e Costantino Rocca, il golf non è così diffuso?

Innanzitutto il golf viene percepito come uno sport per ricchi. Poi non è semplice da praticare perché richiede un campo che per le sue dimensioni e caratteristiche, può essere costruito solo in determinate zone. Per rientrare dell’investimento ovviamente viene costruito in aree ricche non lontane da località turistiche.

Secondo poi il dizionario lo sport richiede un impegno fisico, una coordinazione che i più maligni non vedono nel golf, dal momento che questo sport può essere praticato anche dal meno in forma degli improvvisati golfisti della domenica.

Ma il CIO (Comitato Olimpico Internazionale) che presiede all’organizzazione dei Giochi Olimpici e da cui dipendono i comitati sportivi nazionali, come il Coni in Italia, a capo di tutto lo sport, ha finalmente inserito il golf nel programma olimpico di Rio 2016. E nel 2020, c’è da scommetterci, sarà ancora tra le discipline protagoniste. Dopotutto l’oro è andato a Justin Rose, un professionista di rilievo.

C’è da dire però che il rilievo sull’attività agonistica è importante. Un’ora di golf permette di bruciare 360 calorie. Molto meno delle 900 richieste in una partita di calcio e quasi 800 in quella di rugby. Inoltre nel golf si usa spesso la golf cart, un mezzo elettrico che serve a trasportare i due giocatori più le rispettive attrezzature.

Anche nel golf ci sono infortuni e serve comunque una preparazione fisica adeguata. Il corpo è soggetto a un movimento particolare durante lo swing e anche la schiena e i muscoli lombari, sono richiamati nello sforzo di battere un tiro. La potenza atletica aiuta a spedire la palla più in profondità, vincendo l’attrito dell’atmosfera. E va sempre ricordato che le 18 buche di un campo tradizionale si distribuiscono in 6-8 chilometri di percorso.

Tuttavia, i detrattori fanno notare che l’aspetto fisico dei golfisti denota il contrario: e cioè che a dispetto del fatto che richieda una forma fisica, spesso succede che si vedano golfisti con la pancia, molto anziani, non esattamente il prototipo dell’atleta. In realtà questo è uno stereotipo: se andate a vedere gli atleti professionisti noterete che hanno un fisico invidiabile, certo non scolpito, ma in forma, magro, robusto. E poi che dire di quelli che praticano tennis o calcetto e che non sono affatto in linea?

Negli Stati Uniti, dove il golf è uno sport molto diffuso appunto e che attira grandi ascolti televisivi, grazie anche a campioni come Tiger Woods, lo sport è inserito nei programmi universitari e collegiali esattamente come gli altri sport. Gli stessi fautori dicono che il golf si trovi nella condizione unica di essere competitiva anche se viene giocato paradossalmente da soli. Ci sono tornei, punteggi, regolamenti, classifiche mondiali. L’attuale numero uno del mondo è Justin Rose, il campione olimpico, seguito da Dustin Johnson, Brooks Koepka, Justin Thomas e dall’italiano Francesco Molinari. I detrattori dicono che questo sistema di punteggio e classificazione esiste anche per discipline non sportive come le freccette (darts) che vengono regolarmente trasmesse su Eurosport e attirano migliaia di appassionati. Non sarebbe dunque uno sport, ma un gioco di abilità (infilare la palla nella buca).

Insomma, alla fine se non è uno sport poco ci manca. Ma la cosa migliore da farlo è praticarlo, perché è divertente, rivitalizzante, fa rilassare ed è bello da seguire anche in televisione. E soprattutto non è difficile da capire, una volta che si è fatta propria la terminologia tecnica, non dissimile da quella del tennis. (photo credit: Gerre Losone)

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