Il caffè nel mondo

il caffè nel mondo

Questa bevanda cominciò a essere conosciuta in Europa nel XVII secolo grazie ai commercianti veneziani, che all’epoca seguivano le rotte del mare che collegavano Venezia e Napoli con l’Oriente. Un grande merito è da attribuire a Prospero Alpini, botanico e medico personale del console veneziano in Egitto. Ma anche in questo caso, le fonti non sono d’accordo.

Secondo alcuni racconti tramandati per secolo a scoprire il caffè furono i veneziani, dopo che i turchi, in ritirata da Vienna, ne dimenticarono alcuni sacchi, mentre secondo altre fonti furono proprio i contatti dei mercanti veneziani con i paesi d’Oriente a importare il caffè in Occidente.

Quando il caffè giunse in Europa, però, non fu accolto nel migliore dei modi, soprattutto dalla Chiesa, che lo soprannominò subito “la bevanda del Diavolo”, a causa dei suoi effetti eccitanti ed energetici. Papa Clemente VIII ne propose la scomunica fino a quando decise di provare in prima persona questa nuova e misteriosa bevanda. Ebbene, al Papa il caffè piacque così tanto che non solo decise di non bandirlo più, ma decise anche di battezzarlo con un nuovo nome, “la bevanda cristiana”.

Ed ecco spiegato perché, soprattutto in Italia, il caffè nel tempo si è trasformato in una bevanda simbolo di cordialità, amore e condivisione, dono d’amicizia e pretesto di ritrovo. Non è un caso, infatti, che fu proprio Venezia la prima città d’Italia a creare degli spazi pubblici in cui le persone potevano incontrarsi per bere questa nuova bevanda.

Le botteghe del caffè

Ma il caffè rappresentava, soprattutto per i mercanti, un grande potenziale economico ed è per questo che ben presto sorsero delle vere e proprie botteghe del caffè, luoghi dove si poteva gustare questa bevanda e assaporarne tutte le proprietà mediche e benefiche per il corpo. Il carattere sociale di questa bevanda fu subito chiaro a tutti; il caffè Florian, la più antica caffetteria di Venezia, si trova ancora oggi in Piazza San Marco e dal 1720 è un simbolo che decanta le lodi del caffè.

Da Venezia il salto fu semplice; Roma, Torino, Milano e Padova furono le città dove sorsero subito le prime caffetterie, luoghi frequentati da importanti letterati, filosofi e politici e da tutti i personaggi di spicco delle città che si riuniva nelle caffetterie per discutere di libri, di arte, di politica e dei più scottanti temi di attualità.

Il caffè ai giorni nostri

Dal XVII secolo il caffè diventa una bevanda molto conosciuta non solo in Europa, ma in tutto il mondo occidentale, compresa l’America del Nord, tanto che la quantità di caffè prodotta nelle piantagioni africane non fu più sufficiente per soddisfare la domanda che arrivava da Occidente.

Fu così che parte delle piantagioni furono trasferite in America Centrale e Meridionale. L’esportazione si deve invece ad alcuni marinai che, dall’Olanda, arrivarono sulle coste dello Yemen e decisero di esportare il raccolto per poterlo commercializzare al loro rientro. L’America nell’ultimo secolo rappresenta la maggior area di produzione del caffè, anche se negli ultimi anni è cresciuta di molto la produzione in Africa e in Asia.

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