I ritmi circadiani

I ritmi circadiani

Che cosa sono i ritmi circadiani?

I ritmi circadiani sono influenzati non soltanto dagli orologi interni e dalle basi genetiche, ma presentano altresì rilevanti variazioni connesse con i fattori ambientali e socioculturali (sincronizzatori). In questo ambito si è soliti distinguere le culture veloci da quelle lente. Le culture veloci sono caratterizzate da un alto grado d’industrializzazione, dal benessere economico, da condizioni climatiche fredde, dall’orientamento all’individualismo e al successo, nonché da un’elevata densità della popolazione. Esse hanno una prospettiva temporale orientata al futuro, qualificata dalla pianificazione di un traguardo a medio e a lungo termine (obiettivo distale). In questo tipo di società i vincoli temporali sono notevolmente forti e orientano a organizzare le attività secondo un orario che consente di realizzare un’attività per volta. In esse domina la concezione che equipara il tempo al denaro, spingendo l’accelerazione dei ritmi di vita, sostenuta anche dalle recenti innovazioni tecnologiche. In queste condizioni, al test sulla «Personalità temporale» alcuni soggetti dimostrano di sperimentare un senso di ansia, di disorientamento e di pressione temporale. Per contro, le culture lente sono caratterizzate da un modesto grado d’industrializzazione, da povertà, da condizioni climatiche calde, dall’orientamento alla collettività e all’armonia, nonché da una limitata densità della popolazione. Esse hanno una prospettiva temporale orientata al presente, senza l’esigenza di una programmazione anticipata che comprenda un esteso arco temporale (obiettivi prossimali). Nelle culture lente, inoltre, la modesta suddivisione dei lavori e la limitata specializzazione del tempo consentono la compresenza di diverse attività svolte nel medesimo tempo (Polieronia). Di conseguenza, ogni soggetto è portatore – spesso inconsapevole – di  uno specifico ritmo personale che dà per scontato sia eguale a quello degli altri. Di norma, le cose non avvengono in questo modo, e l’interazione con soggetti che hanno ritmi biologici e psicologici notevolmente differenti può generare distonie e sfasamenti. Per esempio, nelle culture veloci i turni di parola nella conversazione sono rapidi, efficienti, con pause limitate. Per contro, nelle culture lente le persone trovano offensivo affrettare la conversazione e, fra uno scambio e l’altro, amano rispettare lunghe pause e silenzi. Ma anche all’interno della medesima cultura individui diversi speso hanno ritmi circadiani differenti, dal ciclo sonno-veglia alla velocità (o lentezza) di assunzione del cibo, dell’attività sessuale, della lettura, del camminare ecc. Tale condizione è alla base d’incomprensione, di frustrazione e di delusione reciproca, che frequentemente sfociano in contrasti e in conflitti. Il ritmo personale costituisce la sintesi fra gli orologi biologici (oscillatori interni) e gli aspetti culturali (ritmi sociali). Il benessere prevede la loro coerenza e sincronizzazione. Gli sfasamenti ritmici sollecitati dalla società contemporanea, come il jet lag (accelerazione dei ritmi circadiani nei voli aerei verso oriente o loro decelerazione nei voli aerei verso occidente) o come i turni di lavoro, possono produrre disturbi del sonno, affaticamento e malessere generale. Questo fenomeno pone in evidenza che il trascinamento dei ritmi interni da parte di quelli esterni può avvenire soltanto entro certi limiti. L’essere umano rimane una specie diurna, anche se alcuni prevedono la possibilità che in futuro essa si trasformi in specie incessante.

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