I rischi della dieta south beach

Quali sono i rischi della dieta south beach?Il mondo delle diete è invero piuttosto variopinto, ma tra le tante meteore fugaci alcuni approcci alimentari hanno guadagnato una fama mondiale piuttosto stabile: oggi vi parliamo di uno di essi, ideato da un cardiologo americano.

Controindicazioni e rischi della dieta south beach, panoramica

Esistono moltissimi approcci che prevedono una drastica anzi drasticissima riduzione dei carboidrati, ma uno dei più famosi in assoluto è quello costituito dalla dieta south beach. Creata dal cardiologo Arthur Agaston, prevede non solo il taglio drastico – soprattutto all’inizio – dei vessatissimi carboidrati ma che venga tenuto in considerazione anche il concetto di indice glicemico degli alimenti e che i grassi introdotti con l’alimentazione non siano tutti uguali ma che ve ne siano di più o meno dannosi. Cominciamo con una breve descrzione, per poi capire se esistono controindicazioni e rischi della dieta south beach a cui prestare attenzione. Il periodo in cui la cosa più simile ad un carboidrato che potremo ingurgitare è rappresentata da alcune verdure a minimale indice glicemico durerà un paio di settimane almeno: si tratta del periodo più arduo da affrontare della dieta south beach ma promette una perdita di peso tra i 4 ed i 6 kg, permessi ovviamente proteine e grassi in quantità, senza stare nemmeno a fare il famigerato conto calorico dei pasti. Successivamente i carboidrati verranno introdotti prima molto gradualmente, poi più liberamente sempre però senza mai esagerare e cercando di privilegiare i prodotti meno raffinati industrialmente, come cereali integrali, legumi ecc.

Un approccio drastico, con poche vitamine

Gli ideatori di questo piano alimentare asseriscono che oltre alla benefica perdita di peso, con questo approccio sia possibile anche migliorare nettamente il profilo lipidico di chiunque: sarà vero oppure vi saranno nascosti controindicazioni e rischi della dieta south beach che dovrebbero farci desistere da ogni tentativo? Non è semplicissimo rispondere a questo quesito. La perdita di peso, piuttosto consistente, della dieta south beach esiste ed è reale, ma non coincide per forza con la perdita di grasso, dato che la maggior parte dei kg specie all’inizio sarà costituita da liquidi. Secondariamente, mancano sali minerali e vitamine, e se già si è a rischio di sviluppare delle carenze di questi elementi, c’è il rischio di slatentizzarle, inoltre l’alta percentuale di proteine può creare disturbi ai reni in soggetti predisposti, specie se non ci si idrata a sufficienza. Un altro problema è invece un po’ più “filosofico”: se durante la fase di induzione non contare le calorie può avere anche senso, in realtà è una cosa che bisognerebbe a prescindere imparare a fare. Infatti il rischio è che se non ci si impara un minimo a moderare, dopo la dieta south beach si riacquisti tutto il peso perso, con gli interessi. In sostanza dunque, ci sentiamo di consigliarla oppure no? In realtà come terapia d’urto potrebbe anche andare bene dato che l’iniziale forte perdita di peso può aiutare a motivare chi proprio non ha voglia di mettersi a dieta, ma ricordiamo sempre come sia necessario prima rivolgersi ad un medico e magari anche farsi seguire da un nutrizionista.

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