Google places: come farsi trovare

Google places

Google placesL’introduzione da parte di Google del Box Local nelle serp, le pagine dei risultati organici della ricerca, ha reso ancor più raffinata la ricerca localistica e ha apportato alcuni cambiamenti radicali al modo in cui le aziende possono condividere agli utenti la propria posizione.
Prima, infatti, alcune ricerche portavano come risultato una mappa Google in primo piano, cosa che adesso non succede più, ed è anche aumentato il livello di coerenza in quelle ricerche in qualche modo legate a un identificativo terrestre e ben preciso, ad esempio il codice di avviamento postale.
Facciamo un esempio pratico, con la più classica delle ricerche localistiche: “hotel + nome regione”: una ricerca così effettuata infatti favorisce, nella mappa, la localizzazione degli alberghi situati nel capoluogo della regione interessata. Nelle ricerche che coinvolgono un’area geografica vasta e che non sono legate a un identificativo terrestre specifico, inoltre, come potrebbero essere il CAP o un prefisso telefonico, non viene più mostrata la mappa, soprattutto se il volume di traffico interessato a quella ricerca è minimo.

Naturalmente, questo passaggio a un’integrazione local più organica è stato fatto per motivi economici, ossia per ottenere una resa migliore con il programma pubblicitario AdWords, incrementando il valore, sia in termini di volume di ricerche che in termini grafici, della prima posizione sponsorizzata.
E visto che, oggi, la mappa è stata riposizionata sulla banda laterale alla destra dei risultati, risulta evidente quanto sia di vitale importanza cercare di comparire nella mappa (nel caso si sia, ad esempio, un ristorante o una struttura alberghiera).

Con l’evolversi degli algoritmi di ricerca evolvono anche le esigenze di chi vuole apparire tra i risultati, e oggi la prima necessità non è più solo quella di posizionarsi in alto tra i risultati delle delle serp, ma è importante comparire tra le prime posizioni dei risultati incorporati nella mappa, spesso dotati di fotografia, numero di telefono e delle preziose recensioni dei consumatori.

Ecco i punti da seguire per assicurarsi un buon posizionamento places tra i risultati di una ricerca localistica:

  1. È necessario localizzare geograficamente il sito utilizzando le informazioni che contiene, ad esempio rendendo palese l’appartenenza a un identificativo terrestre, come il prefisso telefonico o il codice di avviamento postale; il classico numero di cellulare inserito nel footer ormai non è più sufficiente.
  2. Le informazioni sulla localizzazione vanno “sparpagliate” in giro per il sito, con l’integrazione di contenuti che siano in grado di rafforzare la connotazione geografica del sito. Un hotel situato a Rimini, ad esempio, dovrebbe lavorare su identificazioni geografiche come “riviera” o “adriatico” (e non parliamo, naturalmente, di una banale esposizione di parole chiave).
  3. Eseguire un link building strategico e intelligente; le directory ormai non servono più a molto, a meno che non si tratti di directory organizzate su base localistica o tematica. Anche l’anchor text andrebbe variato, e dovrebbe contenere un’identificazione geografica tra il luogo e il nome con cui si vuole essere linkati.
  4. Durante le operazioni di link building è importante considerare le fonti che si trovano geograficamente vicine. A una struttura alberghiera situata a Milano, ad esempio, più che la citazione presso un portale di servizi turistici in Lombardia farebbe più comodo un link di un blogger che ha dedicato qualche pagina alla città, magari analizzandola in termini artistici o culturali; in questi casi, infatti, il contesto semantico da cui proviene il link può fare la differenza.
  5. La scheda dell’attività su Google Places deve essere costantemente aggiornata con informazioni rilevanti, pertinenti e sempre fresche; l’aggiornamento continuo, infatti, oltre a essere utile all’utente finale, favorisce il posizionamento e diventa, per gli spider di Google, un sinonimo di validità.

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