Finanziamenti per imprese: gli sbocchi nel settore dei servizi

Finanziamenti alle imprese: gli sbocchi nel settore dei servizi

Finanziamenti alle imprese: gli sbocchi nel settore dei servizi

l mondo imprenditoriale ha attraversato anni difficili e ancora oggi versa in condizioni non proprio idilliache. Lo Stato non sempre riesce a fornire un valido supporto alle imprese italiane ma per correttezza è anche giusto dire che spesso vengono stanziati dei fondi per le nuove attività, soprattutto per i giovani e per le donne, che non vengono sfruttati a dovere ma restituiti al mittente. Questo vuol dire che bisogna essere sempre informati sulle nuove opportunità e sui finanziamenti per imprese disponibili. Chi ha una buona idea e possiede i requisiti elencati dai vari bandi non esiti a farsi avanti, provare non costa nulla.

Imprenditoria giovanile nei servizi

Oltre alla legge 95 del 1995 esiste un’altra legge volta a favorire nuove attività imprenditoriali per i giovani. Si tratta della legge 236 del 1993. Questa legge nasce con una duplice finalità:

  • Aiutare i giovani a creare nuove imprese che si occupino del settore dei servizi
  • Dare un concreto sostegno ai giovani che vivono nelle aree svantaggiate dell’Italia

I finanziamenti alle imprese stanziati dallo Stato sono rivolti, secondo quanto previsto dalla legge, alle aziende e ai soggetti privati che hanno alcune caratteristiche:

  • Snc (Società in nome collettivo), Sas (Società in accomandata semplice), Srl (Società a responsabilità limitata), Spa (Società per azioni), Sapa (Società in accomandita per azioni) e società cooperative
  • Società formate solo ed esclusivamente da giovani che hanno un’età compresa tra i 18 ed i 35 anni o per più dei 2/3 da giovani aventi un’età compresa tra i 18 ed i 29 anni
  • I soci devono avere la residenza in una delle aree che appartengono al cosiddetto “Obiettivo 1”, vale a dire Sardegna, Sicilia, Calabria, Basilicata, Campania e Puglia

Non rientrano nel novero di questi finanziamenti alle imprese le società a responsabilità limitata unipersonale, le imprese individuali e le società di fatto.

Finanziamenti e spese ammissibili

Secondo la legge 236 del 1993 i finanziamenti alle imprese ammissibili sono quelli che si riferiscono a progetti d’investimento che abbiano una spesa massima di 516.000 euro. L’attività che l’impresa è intenzionata a svolgere, ai fini dell’accesso all’agevolazione, deve appartenere ad uno dei seguenti settori:

  • Fruizione dei beni culturali
  • Turismo e manutenzione di opere civili e industriali
  • Tutela dell’ambiente
  • Innovazione tecnologica
  • Agricoltura
  • Trasformazione e commercializzazione di prodotti agroindustriali

La legge 236 fissa anche l’elenco delle spese ammissibili, che sono:

  • Studio di fattibilità del progetto imprenditoriale che comprenda anche un’analisi di mercato (non oltre il 2% dell’investimento) e del terreno (non oltre il 40% della spesa ammissibile)
  • Opere edilizie, da acquistare oppure da svolgere, comprensive degli oneri di concessione edilizia e delle spese per la progettazione esecutiva
  • Allacciamenti, macchinari, impianti, ed attrezzature nuovi
  • Altri beni materiali ed immateriali legati al ciclo produttivo e che possano svolgere una funzione utile per più di un anno

Dal punto di vista delle agevolazioni, secondo la legge, sono tre i tipi di aiuto. Nei finanziamenti alle imprese per le aree che appartengono all’Obiettivo 1 rientrano un finanziamento a fondo perduto del 50% dell’investimento complessivo ed un mutuo ad un tasso di interesse agevolato. Disponibile anche un contributo in conto gestione.

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