Conoscere le filosofie orientali

Conoscere le filosofie orientali

Conoscere le filosofie orientali

La storia del pensiero è lunga praticamente quasi quanto quella dell’uomo. Dal momento in cui l’uomo ha cominciato a pensare sono nate le domande legate ai misteri della vita, quelle domande per le quali non esiste un’unica risposta ma che pongono continuamente dubbi e che, nel corso dei secoli, hanno permesso ai filosofi di ogni provenienza di confrontarsi e di esprimere la loro opinione.

La cultura occidentale è ancora oggi ritenuta fondamentale per conoscere al meglio la storia del pensiero ma sarebbe importante dare il giusto valore anche alla conoscenza delle filosofie orientali le quali propongono teorie e risposte diverse agli stessi quesiti che in passato si sono posti anche i greci ma che, non per questo, meritano minore rispetto e considerazione.

Filosofie orientali: conoscere il taoismo

Il taoismo non ha origini molto diverse dal confucianesimo. Anzi, esso si sviluppò più o meno contemporaneamente al confucianesimo, intorno al quinto secolo a.C. In realtà, l’atteggiamento taoista verso il patrimonio cinese del primo millennio a.C. è molto critico. Per i taoisti è stato il modo di pensare tramandato in quel periodo che ha corrotto la società. Sia il confucianesimo che il taoismo, dunque, non fecero altro che interpretare in chiave nuova concetti, come ad esempio il Tao, che già esistevano da parecchi secoli in Cina.

L’esponente principale del taoismo è Lao Tzu. Egli, rispetto a Confucio, non utilizzò l’insegnamento  per diffondere il suo messaggio ma si affidò alla parola scritta. Lao Tzu aveva giusto qualche anno in più di Confucio ma entrambi vissero nel sesto secolo a.C. Sembra addirittura che si fosse tenuto un incontro tra i due, con Confucio che sarebbe rimasto folgorato ed impressionato dalla saggezza di Lao Tzu. Quest’ultimo racchiuse tutte le sue idee nel Tao Te Ching all’interno del quale parlò sia del Tao che del Te.

Quando si parla di Tao si fa riferimento ad un termine che significa via. Il Tao rappresenta la legge universale della natura, è il principio assoluto ed è l’origine di tutto. Il Tao non può essere nominato e rinchiuso all’interno di una definizione. E’ impossibile parlare dell’essenza del Tao mentre è possibile comprendere cosa il Tao voglia dire. Esso, infatti, si manifesta nella natura grazie al Te, termine con il quale ci si riferisce alla virtù, alla potenza, all’efficacia. La differenza sostanziale tra i due concetti è che il Tao è l’origine di tutto ed è grazie ad esso che esistono le cose. Ciò che differenzia le varie cose è il Te.

Per vivere bene l’uomo non deve modificare il Tao ma si deve limitare a vivere in armonia con esso. Questo non significa che l’uomo non può o non deve far nulla, si tratta soltanto di comprendere che il principio dell’universo non è l’uomo ma il Tao. Per essere felici non bisognerebbe assecondare i propri desideri ma scegliere la strada della semplicità che è, appunto, quella del Tao. L’uomo si deve limitare a lasciar scorrere la vita secondo le leggi che regolano l’universo e non deve farsi condizionare da valori negativi come l’egoismo e i beni materiali.

Lao Tzu ha riflettuto molto anche sul rapporto tra le istituzioni ed il popolo. Secondo il teorico del taoismo, le leggi devono soddisfare il popolo e il governo non deve utilizzare la forza e la violenza per imporsi. Troppe leggi, a suo dire, convincerebbero l’uomo ad agire male e a non rispettare le leggi stesse. Per governare bene bisognava semplicemente lasciarsi guidare dal Tao.

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