Combattere l’allergia a frutta e verdura

Come combattere l'allergia a frutta e verdura

Come combattere l'allergia a frutta e verdura

In Italia alcune varietà di frutta e verdura sono responsabili di reazioni allergiche in relazione al loro consumo consistente e continuativo su quasi tutto il territorio nazionale. Orticaria e angioedema sono i sintomi più classici, ma sono possibili anche disturbi intestinali, respiratori, sindrome orale allergica. Di solito gli allergeni di frutta e verdura. sono inattivati dalla cottura. Recentemente ricercatori inglesi hanno condotto uno studio sui principali allergeni vegetali responsabili di reazioni allergiche IgE mediate, e ne hanno caratterizzati nell’ambito di 48 specie vegetali diverse.

Sono stati studiati i meccanismi responsabili della trasformazione di alcune proteine vegetali, di solito con funzioni di riserva o di difesa, in allergeni. Variazioni ambientali importanti, stress o infezioni da microrganismi patogeni incrementano nella pianta la produzione di sostanze proteiche preposte al mantenimento dell’equilibrio interno o aventi funzione di difesa, ma ne accrescono anche il potenziale allergenico. Le caratteristiche otturali e chimiche di ogni singolo allergene sono state catalogate e utilizzate per l’allestimento di una banca dati.

Frutta

  • Mela. Al genere Malus delle Rosacee appartiene il melo, di cui sono coltivate numerose varietà, in ognuna delle quali sono stati identificati allergeni con analoghe funzioni biologiche (isoallergeni), ma con piccole differenze strutturali. Questa disparità strutturale comporta anche una differente allergenicità delle singole varietà e spiega la dissimile reattività di soggetti sensibili verso ciascuna di esse. Mela, ciliegia, sedano, patata e carota presentano allergeni molto simili tra loro e quasi identici a quello isolato nel polline di betulla; queste analogie strutturali sono alla base dei fenomeni di crossreattività tra le varie specie. Poiché la cottura distrugge gli allergeni presenti nella mela, i soggetti allergici quasi sempre riescono a consumarla cotta.
  • Pesca. La grande famiglia delle Rosacee comprende, tra gli altri, il genere Drupacee, di cui fanno parte piante fruttifere come l’albicocco, il ciliegio, il mandorlo, il pesco, il
    susino. Nei loro frutti, soprattutto nella buccia, è presente una proteina allergenica termostabile: l’eliminazione della buccia comporta l’allontanamento quasi completo dell’allergene e la conseguente tolleranza in molti soggetti allergici. Sindrome orale allergica e orticaria sono sintomi ricorrenti, ma può presentarsi anche angioedema e, raramente, anafilassi. L’esclusione di questa frutta deve tenere anche conto della sua eventuale presenza in numerosi prodotti dolciari e in alcuni farmaci (sciroppi). Reattività crociata è stata evidenziata sia tra i suddetti frutti (55%) che con i pollini delle Graminacee.
  • Agrumi. Appartengono alla famiglia delle Rutacee, genere Citrus, e comprendono numerose specie sempreverdi, che producono frutti diffusamente utilizzati in campo alimentare. I più conosciuti sono arancia, cedro, limone, mandarino, pompelmo, ma anche bergamotto, chinotto e lime appartengono allo stesso gruppo. Tutti gli agrumi, e in particolare l’arancia, possono scatenare reazioni allergiche caratterizzate prevalentemente da sindrome orale allergica e orticaria.
  • Kiwi. Possiede allergeni capaci di provocare reazioni allergiche, con sindrome orale allergica, orticaria/angioedema, e sintomi respiratori di varia intensità. Crossreagisce con sesamo, peperoncino e farina di segale.
  • Fragola. Sviluppano solo raramente reazioni allergiche classi-che, mentre sono frequentemente coinvolte in fenomeni pseucloal-lergici legati alla loro proprietà cli favorire la liberazione di istamina endogena.
  • Banana. I soggetti sensibili al polline di ambrosia possono manifestare sindrome orale allergica, orticaria, angioedema in seguito all’assunzione di questo frutto. Sono dimostrati in qltre episodi di cross-reattività versi castagne, avocado, melone e kiwi in soggetti allergici al lattice.

Ortaggi

  • Sedano. Si tratta di una pianta appartenente alla famiglia delle Ombrellifere presente sul mercato in numerose varietà come il sedano rapa e il sedano da costa e da foglie, di cui si utilizzano rispettivamente la radice, il gambo, le foglie. Tra tutte le verdure e ortaggi, è la più frequente causa di allergia alimentare tra gli adulti. La sintomatologia può essere anche molto severa, con sindrome orale allergica, orticaria/ angioedema; raramente può scatenare anche shock anafilattico. Sono stati registrati casi di cross-reattività in soggetti allergici al polline delle Composite, oltre che con altre specie appartenenti alla stessa famiglia botanica (anice, carota, finocchio, prezzemolo).
  • Carota. È la radice a fittone, utilizzata a scopo alimentare, della Daucus carota, una pianta erbacea delle Ombrellifere. È ricca di betacarotene, un precursore della vitamina A resistente al calore. L’allergene responsabile delle reazioni avverse è inattivato dal calore, così che i soggetti sensibili tollerano, di solito, la carota cotta. Sono documentate reazioni crociate con sedano, anice, mela, patata.
  • Pomodoro. È il frutto del Solycopersicum, pianta della famiglia delle Solanacee, diffusamente coltivata in tutto il mondo. È stato individuato l’allergene specifico, che presenta analogie strutturali con allergeni di altre specie vegetali (patata, sedano, carota). Le reazioni nei soggetti sensibili avvengono soprattutto per ingestione di pomodoro crudo. Il pomodoro è un alimento che, oltre a presentare un elevato contenuto di istamina, ne stimola anche la liberazione endogena.
  • Patata. È il tubero commestibile di una pianta, Solanum tuberosum, della famiglia delle Solanacee, diffusasi in Europa a partire dalla fine del XVI secolo. Le varietà coltivate sono numerosissime; grazie al loro alto valore nutritivo, sono molto usate nell’Europa centrale e orientale. Da crude possono provocare, per contatto, reazioni cutanee, rinite e asma nei soggetti sensibili, prevalentemente cuochi e personale addetto alla ristorazione o alla lavorazione del tube. Poiché l’allergene è termolabile, l’ingestione di patate cotte è, di solito, tollerata.
  • Senape. Sono segnalati casi di allergia a questa spezia nei paesi in cui ne è diffuso l’uso. La Brassica ltigni (senape nera) e la Sinapis alba (senape bianca) sono due piante della famiglia delle Crocifere i cui semi sono usati in campo alimentare come componenti di miscele di spezie varie. I semi, triturati e fatti fermentare in vino bianco, aceto o mosto di vino, danno origine alla salsa di senape.
  • Aglio, cipolla, porro, erba cipollina. Appartenenti alla famiglia delle Liliacee, sono responsabili di reazioni allergiche con sintomatologia respiratoria (rinite, asma) e cutanea (dermatite da contatto).

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