Che cos’è la memoria?

Che cos'è la memoria

L’esperienza che facciamo i ogni momento è appresa in base a complessi dispositivi psicologici. L’apprendimento, tuttavia, sarebbe inutile se non avessimo la capacità di conservare nella mente ciò che abbiamo appreso per poter utilizzare le competenze e le conoscenze acquisite in un successivo momento in funzione delle esigenze individuali e ambientali. La conoscenza va immagazzinata nel nostro cervello per poter poi essere recuperata in un tempo successivo.

Scoprire la memoria

La memoria quindi è la capacità di conservare nel tempo le informazioni apprese e di recuperarle quando servono nel modo pertinente. Ogni nuova esperienza comporta dei cambiamenti nei circuiti nervosi, rafforzandone alcuni e indebolendone altri, così da creare nuovi circuiti nervosi. Anche ricordare qualcosa è un processo attivo che modifica il ricordo stesso. In questo senso la memoria va considerata come un processo attivo e dinamico, dipendente dalla storia di ciascun individuo. E’ un sistema in continuo divenire, non informazione morta. E’ un percorso inarrestabile che continua per tutta la vita. Per certi aspetti, si può dire che noi siamo la nostra memoria. Tale aspetto pone subito in evidenza il fatto che la memoria non è la fotocopia della realtà. Non è la fotografia della storia. Essendo una elaborazione, ricostruzione e conservazione attiva delle informazioni, essa implica in ogni caso un certo grado di distorsione rispetto a una ripresa oggettiva (qualora ci fosse) dei fatti e degli oggetti. Lo studio dei ricordi da parte della psicologia della testimonianza è una precisa riprova di questa evidenza. In quanto tale, la memoria degli individui è soggetta a suggestioni e processi di rielaborazione personali che, di solito, conducono a un miglioramento dei ricordi (ottimismo mnestico). La memoria, inoltre, pur essendo molto estesa non è infinita; è limitata sia in termini quantitativi (ossia il numero di informazioni che possiamo immagazzinare) sia in termini di durata (molti apprendimenti decadono dopo un certo periodo di tempo). La memoria, quindi, è strettamente connessa con l’oblio. Anche se per la psicologia del senso comune, l’oblio è considerato come uno svantaggio, in realtà il fatto di dimenticare costituisce un grande vantaggio e una fortuna, in quanto elimina dalla mente molte informazioni superflue e irrilevanti e, in tal modo lascia spazio per nuovi apprendimenti. Chi non riesce a dimenticare nulla, non solo diventa disadattato all’ambiente ma non è più in grado di discriminare ciò che è importante da ciò che è insignificante. Tuttavia, il termine memoria, è molto vago e generico, poichè raccoglie sotto di sè un insieme eterogeneo di processi e di effetti. più che di memoria al singolare, occorre parlare al plurale di memoria o di tipi di memorie.E’ sufficiente pensare alla diversità che esiste tra la memoria di un numero di telefono appena comunicato, la memoria di un episodio della nostra infanzia, la memoria del significato del termine ‘ammortizzatore, o la memoria di quello che dovete fare domani. La memoria ha, quindi, una natura multisistemica, poichè è una costellazione di sistemi e di processi anche assai diversi tra loro che sono comunque centrali nella cognizione umana. La memoria, infatti, consente il recupero di una certa informazione in un tempo preciso e con un riferimento dettaglio a se stessi.

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