Che cos’è la celiachia?

Che cos'è la celiachia?

Alcune reazioni avverse al cibo, con prevalente sintomatologia a carico dell’apparato gastrointestinale, sono espressione di una risposta immunologica non legata alla produzione di anticorpi di tipo IgE. I meccanismi immunologici che generano queste patologie non sono tutti ben noti e alcuni test di laboratorio, idonei per confermare la diagnosi, devono ancora essere perfezionati prima di poter essere ampiamente utilizzati nella pratica medica. La sintomatologia non compare subito dopo l’assunzione dell’alimento responsabile, così che quest’ultimo è più difficilmente identificabile.

La malattia celiaca

La celiachia è sicuramente la più nota e la più rappresentativa di questo gruppo di malattie allergiche. Si tratta di una patologia cronica dell’intestino tenue dovuta a ipersensibilità al glutine, miscela proteica composta da gliadina e glutenina. Il glutine è presente nei semi di grano, orzo, segale, avena e di altri cereali minori, mentre è assente nel riso e nel mais. La lievitazione delle farine è possibile proprio grazie al glutine che, trattenendo l’anidride carbonica prodotta dalla fermentazione dell’impasto, rende il pane spugnoso e soffice. Un quadro clinico compatibile con la malattia celiaca fu descritto per la prima volta in Inghilterra alla fine dell’Ottocento, ma solo a metà del secolo successivo fu evidente la relazione tra la comparsa della sintomatologia tipica e il consumo di farine di cereali, in particolare di grano.

Nei soggetti ipersensibili, la gliadina danneggia la mucosa intestinale e determina una sintomatologia classica caratterizzata da malassorbimento, diarrea, perdita di peso e altri sintomi di varia gravità. Sino a non molti anni fa questa malattia, considerata abbastanza rara, era diagnosticabile con strumenti d’indagine molto complessi e invasivi. Oggi la diagnosi è facilitata dalla recente messa a punto di test dotati di notevole sensibilità e specificità e che richiedono solo un prelievo di sangue; essi sono molto affidabili e utili per un primo screening diagnostico. Attualmente in Italia la malattia è in aumento e colpisce circa lo 0,4% della popolazione, con una frequenza molto alta in Sardegna, ove gruppi numerosi di soggetti appartenenti alla stessa famiglia sono affetti da celiachia. Questa tendenza potrebbe essere legata, però, non solo a una reale maggiore incidenza della patologia, ma anche alle migliorate tecniche diagnostiche, la cui precisione si attesta attualmente tra 1’80 e il 90%. Non è ancora del tutto chiaro il meccanismo patogenetico alla base della malattia, ma è certo che il sistema immunitario dei soggetti celiaci riconosce il glutine come sostanza pericolosa e instaura una risposta abnorme, di tipo autoimmune, che danneggia i villi intestinali. In particolare è appurato che il contatto del glutine con la parete intestinale attiva meccanismi immunologici complessi, non IgE mediati, a seguito dei quali i linfociti liberano sostanze tossiche per le cellule intestinali, danneggiandole. È accertata la formazione di immunocomplessi tra la gliadina contenuta nei cibi e gli anticorpi antigliadina prodotti dal sistema immunitario.

Gli immuno-complessi sono stati riconosciuti responsabili di lesioni a carico del-la mucosa dell’intestino tenue, che subisce gravi alterazioni strutturali: i villi intestinali si appiattiscono e vanno incntro ad atrofizzazione. L’ampiezza della superficie intestinale deputata all’assorbimento si riduce tanto più quanto maggiore è l’estensione delle aree atrofiche. Ne consegue una ridotta assimilazione di nutrienti e uno stato generale di malnutrizione, con carenze sia di tipo energetico che nutrizionale. Quadri patologici severi si accompagnano a deperimento, deficit vitaminici, carenze di ferro, di calcio e di altri oligoelementi. L’intestino tenue è l’organo bersaglio della malattia, ma anche la cute, la mucosa orale, le articolazioni, il rene possono presentare danni riconducibili agli stessi meccanismi patogenetici. Le nuove conoscenze in campo immunologico indirizzano oggi la comunità scientifica a classificare la celiachia come una patologia autoimmune dal profilo molto articolato.

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